La manifestazione
La Cisl va dal giudice contro il Comando Usa
Accusati di «comportamento antisindacale» i vertici della base di Camp Darby «Sono stati disattesi gli accordi internazionali e ignorate le leggi italiane»
PISA. Camp Darby: la Cisl ricorre al Giudice del lavoro per comportamento antisindacale. I rappresentanti del sindacato hanno dato mandato ai loro legali di presentare un ricorso al Giudice del lavoro di Pisa, accusando il comando Usa della base militare pisana di comportamento antisindacale. La Cisl denuncia “l'esclusione del sindacato nella procedura attraverso la quale si è arrivati al licenziamento collettivo di 67 dipendenti (di cui 12 ricollocati)”. «Vogliamo evidenziare che il sindacato è stato escluso dal confronto con il comando americano – spiega Gianluca Federici, segretario generale della Cisl pisana – e non ha la volontà di sedersi intorno ad un tavolo. Ci affidiamo ai nostri legali per rivendicare il comportamento antisindacale che ha tenuto il comando». Per la Cisl, inoltre, sono stati anche «disattesi gli accordi internazionali e inascoltate le leggi italiane». Sulla difficile situazione dei dipendenti di Camp Darby interviene anche Giovanni Pardini, segretario generale della Cisl di Livorno, che, evidenziando le drammatiche ricadute a livello occupazionale e sociale anche per la provincia livornese, sottolinea che la procedura è avvenuta in «violazione alla legge 223 che afferma che i sindacati devono essere coinvolti nel verificare la sussistenza delle cause che hanno prodotto gli esuberi, la loro consistenza e l'individuazione della scelta del personale da licenziare nel rispetto dei criteri previsti dalla legge e dal contratto collettivo di lavoro». Con il ricorso, il sindacato spera in una revoca dei licenziamenti. «Se il giudice darà ragione alle motivazioni del ricorso – dice Vittorio Salsedo, segretario della Fisascat-Cisl -, il comando Usa dovrà revocare i licenziamenti».
Ieri pomeriggio, intanto, in occasione dell'inaugurazione della tradizionale festa italo-americana, i dipendenti di Camp Darby si sono dati appuntamento di fronte al cancello della Pisorno e quello di via Livornese, distribuendo volantini per denunciare la situazione dei lavoratori all'interno della base. «Non c'è niente da festeggiare» aggiunge Pardini che si chiede: «Cosa c'è da festeggiare in un momento di crisi generale e all'interno di un percorso dove ci sono circa 60 licenziamenti?». La Cisl annuncia anche le prossime azioni che intende intraprendere: il 20 giugno a Catania si riunirà il coordinamento nazionale della Fisascat e sarà proposto al coordinamento unitario Cisl-Uil lo stato di agitazione su tutte le basi in Italia del governo americano e non è da escludere uno sciopero nazionale dei lavoratori delle basi Usa in Italia.
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