Il Tirreno

Pisa

Il Ponte di Mezzo chiuso ai pedoni Scatta la protesta

di Carlo Venturini

La Confesercenti va all’attacco: una decisione penalizzante Il Comitato per l’ordine pubblico cambia: stop solo 21,30-24

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PISA. «Il Ponte di Mezzo chiuso taglia in due la città e costringe le persone a scegliere se stare a Mezzogiorno o a Tramontana». E’ questa la protesta di alcuni esercenti di bar e pub situati soprattutto nella zona di Tramontana, visto e considerato che la mega festa degli universitari si terrà in piazza Gambacorti. Anche Confesercenti, in maniera più soft, avanza delle perplessità sulla decisione presa dal Comitato per l’ordine pubblico. Il Ponte di Mezzo chiuderà (anche ai pedoni) a partire dalle 21,30 e riaprirà venti minuti dopo la fine dello spettacolo pirotecnico.

«Valutiamo molto positivamente l’azione amministrativa per la valorizzazione del Giugno pisano, ma, proprio perché l’amministrazione sta facendo molto bene, ci sentiamo in diritto dovere di sollevare dubbi sulla decisione di chiudere anche al traffico pedonale il Ponte di Mezzo separando materialmente Mezzogiorno da Tramontana e di fatto creando, molto probabilmente, problemi di sicurezza maggiori di quelli che vorremmo evitare accadessero». Nelle intenzioni del Comitato vi è infatti quella di creare sul ponte una sorta di cuscinetto, di zona franca da usarsi in caso di emergenze. Sul ponte poi troveranno spazio gli impianti per la musica. Di fatto si costringono 100mila persone a percorrere la quasi totale lunghezza dei lungarni per passare da Mezzogiorno a Tramontana: gli unici ponti che rimangono aperti saranno il Solferino e quello della Fortezza. «E’ come se si ingabbiassero le persone a festeggiare solo in un posto – dicono alcuni baristi di Tramontana – oppure è come se venissero costretti a fare chilometri nella calca, magari per andare a trovare gli amici o i parenti che brindano dall’altra parte dell’Arno».

«Non siamo propensi alla critica per la critica – spiegano da Confesercenti – ma quello che non siamo assolutamente disposti a giustificare è il fatto che le scelte, qualunque esse siano, buone o cattive, siano fatte senza sentire l’esigenza di un confronto preventivo con chi, bene o male, rappresenta una parte consistente della vita sociale ed economica della città». La Confesercenti riconosce al Comune di aver strappato le manifestazioni storiche al loro provincialismo, ma dice che «da un mese avevamo chiesto un incontro per conoscere le decisioni per le manifestazioni e per garantire la sicurezza senza danneggiare le imprese». Il Comune risponde: «Tutto è legato alla sicurezza viste le problematiche che ci sono state per il Capodanno pisano e comunque, subito dopo i fuochi, alle 24 circa, il ponte torna percorribile dai pedoni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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