Sicurezza
Fontina, i “nuovi” campi sportivi
Il movimento Occupy organizza una festa di inaugurazione per il primo luglio ed invita le istituzioni
PISA. Poche risorse economiche, ma tanto impegno e duro lavoro. Così gli impianti sportivi della Fontina stanno conoscendo il loro “rinascimento”. Ad un mese dall’occupazione degli impianti di proprietà della Provincia, abbandonati ormai da sei anni, il movimento Occupy Pisa sta concretizzando, con la creazione della Nuova Periferia Polivalente, l’ambizioso progetto che si era posto: restituire alla città quello che un tempo era una delle principali aree sportive della città. Oltre al recupero e alla messa in sicurezza dei campi da gioco (uno da basket, uno da tennis e uno da calcio a 5) e di quello del grande campo da calcio con annessa pista di atletica (dove, sotto le erbacce, sono spuntate anche una pista per il salto in lungo e quella per il lancio del martello), il lavoro maggiore ha interessato il “casottino”, la struttura che ospita spogliatoi ed ufficio, e che era diventato un rifugio per senzatetto.
Dalla struttura sono stati raccolti ben 72 sacchi di spazzatura. «Una bomba sanitaria pronta ad esplodere», dicono occupanti e residenti. Dopo la bonifica si è passati alla ristrutturazione: nuovo impianto elettrico e messa in sicurezza di quello idraulico, recupero degli infissi, tinteggiatura e arredamento. Inoltre è stato allestito un orto sociale ed è stato riaperto il passaggio pedonale-ciclabile che unisce via di Pratale a via Carducci. La spesa? Poco meno di 1.000 euro (solo per il “casottino” ne servivano 30mila), grazie alla cooperazione e alla solidarietà di residenti e aziende locali. «Una risposta popolare al milione di euro preventivato dalle istituzioni per rimettere in sesto l’area», dice Simone, uno degli occupanti. Nei progetti c’è ancora tanto da fare. Il secondo campetto da calcio (non più recuperabile) sarà attrezzato come spazio ricreativo per anziani, con una tensostruttura per l’inverno.
Da una settimana alla Nuova Periferia Polivalente è iniziata una raccolta di materiale (coperte, vestiti) e cibo per i terremotati dell’Emilia. E giovedì un gruppo partirà alla volta di Mirandola, uno dei paesi più colpiti dal sisma, dove sarà acquistato il parmigiano reggiano per finanziare direttamente le aziende in crisi, che sarà poi venduto anche alla Fontina attraverso i Gruppi di Acquisto Solidale (Gas).
L’1 luglio la struttura sarà inaugurata con grande festa alla quale saranno invitate anche le istituzioni. Previsti vari tornei insieme a società ed associazioni sportive, e una ricostruzione storica della Fontina con allestimento di una mostra fotografica, di documenti, video e oggetti che ripercorreranno la storia del quartiere: dalla fabbrica Pontecorvo alla moderna riconversione artigianale. Sul futuro degli impianti, tra le trattative delle istituzioni ed i rumors sull’interessamento di alcune società ad acquistare l’area, gli occupanti hanno le idee chiare: «Vogliamo costituire - conclude Simone - un comitato tra cittadini, associazioni e società sportive con la volontà di farlo restare uno spazio pubblico, popolare e aperto a tutta la città».
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