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I benzinai della Faib contro gli sconti praticati dall’Eni

I benzinai della Faib contro gli sconti praticati dall’Eni

SAN GIULIANO. I benzinai di Faib Confercenti contro Eni. Il coordinatore Adriano Rapaioli contesta la nuova iniziativa commerciale (denominata “Riparti con Eni”) basata su un ipersconto sulla rete a...

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SAN GIULIANO. I benzinai di Faib Confercenti contro Eni. Il coordinatore Adriano Rapaioli contesta la nuova iniziativa commerciale (denominata “Riparti con Eni”) basata su un ipersconto sulla rete a marchio già aderente all’iperself h24.

«Si tratta di un’azione dirompente – attacca Rapaioli – che mette in grandissima difficoltà i gestori dello stesso marchio, che per responsabilità non certo loro non possono aderirvi, e apre uno squarcio profondo con i gestori degli altri marchi. Per questo denunciamo l’azione unilaterale intrapresa dall’azienda con “Iperselfh24”, con la quale si è posta al di fuori del quadro normativo e contrattuale, introducendo forzature ed elementi di divaricazione all’interno del settore».

Rapaioli sottolinea un altro aspetto di questa campagna, e cioè l'obbligo della presenza del gestore sull'impianto sia il sabato che la domenica. «Nel protocollo che il gestore deve firmare con Eni, c'è la clausola della presenza sull’impianto dalle 13 di sabato alle 24 di domenica – dice ancora il coordinatore Faib –. Sono evidenti i profili di impraticabilità giuridica, oltre a nuovi oneri aggiuntivi che si pongono al di fuori del contesto regolatorio e negoziale voluto dalla legge, fino all'inaccettabile peggioramento delle condizioni di vita. Per questo ribadiamo la contrarietà all’iniziativa e chiediamo alle gestioni di non aderire e non firmare nessun impegno a garantire la presenza sugli impianti, anche quando questi sono chiusi».

La conclusione di Rapaioli: «Con un’ennesima fuga in avanti, in solitaria, l’Eni rischia di smantellare un sistema di presidio del territorio e di distribuzione carburanti, strategico per il Paese. Lo fa in un quadro opaco di intervento e di collusione con lo Stato. C’è da chiedersi come una società partecipata dallo Stato, quotata in Borsa, decida apertamente e deliberatamente di operare sotto costo: cosa ne pensano gli azionisti? Cosa ne pensano le autorità garanti della concorrenza e del mercato? Cosa ne pensa il governo degli effetti micidiali che una tale iniziativa potrà avere sul mercato?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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