Il Tirreno

Pisa

DIECI DOMANDE SUL GIOCO DEL PONTE

Le celebrazioni del Giugno Pisano, ormai in corso, rendono imminente il grande appuntamento del Gioco del Ponte e ci invitano ad una riflessione incentrata su dieci “perché” da rivolgersi alle...

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Le celebrazioni del Giugno Pisano, ormai in corso, rendono imminente il grande appuntamento del Gioco del Ponte e ci invitano ad una riflessione incentrata su dieci “perché” da rivolgersi alle Istituzioni preposte all’organizzazione del Gioco stesso.

1) Perché cambiare il percorso tradizionale del corteo storico dai Lungarni incuneandolo tra viuzze laterali e ragnatele d’interni scomodi e meno visibili alla comunità pisana e turistica?

2) Perché svolgere il Gioco in notturna (ovvero senza probabile adeguata illuminazione e conseguente difficile visibilità di forme e colori) accorpandolo inevitabilmente nella confusione della movida serale? Non dovrebbe appartenere il Gioco a tutti gli appassionati (pisani e non) da godersi in ogni sua angolazione di orario accessibile a bimbi e anziani compresi?

3) Perché allestire le tribune decentrate ad occupare le Piazze ai lati del Ponte di Mezzo (Piazza Garibaldi e XX Settembre) perdendo così la compiutezza di uno spettacolo suggestivo e fondamentale offerto dalle cosiddette “Piazze d’Armi”, sedi degli accampamenti di Tramontana e Mezzogiorno (esempio arrivo degli Ambasciatori a cavallo - chiamata a battaglia leggendo le pergamene di sfida)?

4) Perché limitare l’età dei combattenti con il “Regolamento di 10 anni” per favorire la sola gioventù? Non sembrano esistere divieti nell’agonismo monitorato (piloti anche oltre i 40 anni in Formula 1 ; ciclisti e calciatori anche quarantenni, campioni maratoneti in età matura, ecc.).

5) Perché non inserire nei comandi le sole persone competenti che amano il Gioco al di là di deleteri, inquinanti e strumentali personalismi e non affidare la carica di Generale (massimo rappresentante di tutta la sua Parte) anche ad esponenti di tutte le famiglie pisane qualora fosse da loro richiesto? Non è forse opportuno coinvolgere ogni livello sociale nella più attiva partecipazione a questo storico evento d’insostituibile valore e fascino per Pisa e per tutta la Toscana?

6) Perché non rinnovare totalmente i costumi dei protagonisti del gioco (dai comandanti ai combattenti) anziché finanziare fuochi artificiali - programmati tra un combattimento e l’altro - che potrebbero sviare senza dubbio la concentrazione e l’attenzione delle squadre e del pubblico?

7) Perché istituire una nuova Scuola degli specialisti anziché potenziare e settorializzare l’esistente?

8) Perché tardare ancora nella realizzazione dell’importante Museo del Gioco del Ponte, obiettivo di rilevanza nazionale?

9) Perché non completare con la massima urgenza le sedi ancora mancanti per talune Magistrature? Non sono tutte le dodici Magistrature componenti fondamentali nel processo di svolgimento del Gioco?

10) Perché sembra sussistere una forte sudditanza psicologica dei collaboratori nei confronti dei vertici (Generali, Consiglio degli Anziani, ecc.) causando disagi, rancori, polemiche sotterranee che non aiutano sinergicamente l’armonia della manifestazione? Il semplice suddito appassionato non ha forse il diritto di conoscere la realtà più vera della piattaforma operativa, dei suoi meccanismi a latere, dei suoi interessi ed interagenti che si connotano e maturano nella logica del Gioco stesso?

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