Sicurezza
Vive a Oratoio l’ideologo degli anarchici
Arrestato ieri mattina all’alba insieme alla compagna: per i magistrati perugini sarebbe il pilastro degli insurrezionalisti
PISA. Lui sarebbe una sorta di ideologo degli anarco-insurrezionalisti italiani, lei una sua valida spalla. Con accuse pesantissime sono stati arrestati ieri mattina a Pisa - nell’ambito dell’inchiesta sugli anarco-insurrezionalisti condotta in tutta italia dai carabinieri dei Ros di Perugia e Roma e che ha portato in carcere altre otto persone - due elementi che vengono ritenuti di spicco nei movimenti anarchici italiani. In via di Oratoio, nella loro casa, ieri prima dell’alba, sono stati catturati Stefano Gabriele Fosco, considerato una sorta di ideologo della Fai-Fri, la nuova sigla con cui a dicembre i movimenti nazionali si erano ribattezzati, e la sua ex compagna, Elisa Di Bernardo. Nato in effetti in Argentina, a Mar del Plata, mezzo secolo fa, l’uomo però viene da Chieti, in Abruzzo: blogger seguitissimo, è considerato uno dei pilastri degli anarco-insurrezionalisti legati alle sigle Federazione anarchica informale e Fronte di rivoluzione internazionale. Bresciana di nascita, lei ha 36 anni ed è laureata in scienze dell’educazione; animalista e vegana, lavora come educatrice con disabili.
Tutti e due proverrebbero dall’esperienza pisana del circolo Il Silvestre, al centro di una lunga inchiesta su una ventina di attentati avvenuti fra il 2002 e il 2003 fra Pisa, Milano e Roma, che decapitò il gruppo eversivo Cellule di offensiva rivoluzionaria e portò a giudizio dieci membri del gruppo.
Legati sentimentalmente e con gli stessi interessi ambientalisti, i due avrebbero messo fine alla loro relazione, ma avrebbero diviso la casa che abitavano in via Oratoio. Le accuse parlano di associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico. Fosco è colpito poi da tutti e otto i capi d’imputazione che a vario titolo riguardano i dieci arrestati. In particolare lo si ritiene l’ideatore della campagna terroristica «Eat the riche» che porta a due attentati del 2009, uno alla Bocconi di Milano, l’altro al Cie (centro di identificazione ed espulsione) di Gradisca d’Isonzo; e ancora degli attentati di dicembre scorso alla Deutch Bank di Francoforte, all’Equitalia di Roma e all’ambasciatore greco a Parigi. Tutti e due sono detenuti al carcere Don Bosco. Sempre nella casa di via di Oratoio a fine marzo scorso era avvenuta una lunga perquisizione, come quelle disposte in tutta Italia nell’ambito dell’inchiesta diretta dal pm perugino Manuela Comodi e che ha portato alle ordinanze emesse ieri dal gip Lidia Brutti. A fine aprile risale invece la distruzione di una telecamera sul tetto di una scuola di fronte alla casa dei due, rivendicata sul blog di Fosco, «Culmine», dall’Abpc, Allegra brigata porci comodi, come azione del Sap, sabotatori associati porcicomodisti. Gli anarchici locali, su internet, spiegarono chiaramente che ritenevano si trattasse di un modo per spiare le loro mosse. Cuore dell’inchiesta sono fra l’altro delle intercettazioni ambientali a casa della coppia e una telefonata fra Elisa Di Bernardo e uno degli arrestati, Gabriel Pombo da Silva.
Se tutte le accuse troveranno riscontro, Pisa si confermerebbe culla di svariati fenomeni eversivi, una sorta di vocazione che si è manifestata in maniera ricorrente negli ultimi quarant’anni di storia italiana e locale.
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