Il Tirreno

Pisa

Iva evasa, frode per 7 milioni arrestato imprenditore a Marina

Scoperta dalla Finanza e dall’Agenzia delle dogane un’organizzazione che usava società “cartiere” In manette anche una seconda persona e altre sei indagate, sequestrati beni per cinque milioni

2 MINUTI DI LETTURA





MARINA. Una frode sulle gomme delle auto per sette milioni di Iva evasa. L’Agenzia delle dogane, la guardia di finanza, in collaborazione con l’Agenzia delle entrate hanno eseguito due misure di arresti domiciliari e hanno fatto sequestri preventivi di beni per 5 milioni di euro. Ci sono poi altri sei indagati tra grossisti e trasportatori. Dei due arrestati uno è un imprenditore di Empoli, 58 anni, Marcello Cianti; l’altro è Flavio Conistabile, 55 anni, originario di Catanzaro residente a Como e arrestato a Marina di Pisa. E gli sviluppi dell’indagine, secondo gli investigatori, potrebbero essere ulteriori.

Sia in Toscana che in Lombardia, secondo la Finanza, per evadere l’Iva l’organizzazione avrebbe costituito numerose società “cartiere” intestate a soggetti nullatenenti ed in difficoltà economica o con gravi problemi di natura fisica, che si interponevano tra il fornitore di merce dei paesi europei e il reale destinatario della merce, emettendo fatture per operazioni inesistenti. In questo modo l’azienda italiana acquirente avrebbe detratto l’Iva nonostante che i venditori prestanome non l’avessero versata.

L’organizzazione, come è stato spiegato, non si sarebbe limitata soltanto a fornire fatture tramite le società cartiere, ricompensate con 700/800 euro al mese, ma avrebbe offerto anche altri servizi quali l’emissione di documentazione di trasporto falsa al fine di giustificare vendite all’estero per pneumatici che in realtà non uscivano dal territorio nazionale, oppure avrebbe agevolato l’acquisto a nero degli pneumatici riscuotendo una percentuale dal destinatario finale che finanziava l’operazione.

L’organizzazione avrebbe intascato anche i contributi per lo smaltimento di pneumatici.

Durante le perquisizioni sono stati sottoposti a sequestro diversi supporti informatici contenenti dati giudicati dalla Finanza importantissimi e che al momento sono al vaglio degli investigatori.

Allo Stato la frode accertata ammonta a circa 7 milioni di euro, «ma si pensa - è stato spiegato da Finanza e Agenzia della dogana - che sia soltanto la punta dell’iceberg, in quanto la frode ha interessato la quasi totalità del territorio nazionale».

Il gip del tribunale di Firenze ha emesso un provvedimento di sequestro preventivo per equivalenza fino a 5 milioni di euro, a fronte del quale sono stati sottoposti a sequestro circa 20 conti correnti bancari, un appartamento di proprietà dell’empolese, polizze assicurative e titoli nella disponibilità delle persone indagate.

Su ordine della procura sono state eseguite perquisizioni domiciliari in Toscana, Umbria, Lombardia, Emilia Romagna e Campania. Il personale impegnato nelle operazioni ha superato le 100 unità.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa