La manifestazione
Dopo le mazzette, ecco il risarcimento
La Corte dei Conti ha condannato tre finanzieri a pagare per danno d’immagine
PISA. Dopo la condanna penale, è arrivata quella della Corte dei Conti di Firenze per il danno procurato, all’epoca dei fatti, da tre finanzieri alla stessa Guardia di Finanza.
Si tratta della maxi-inchiesta della Procura di Pisa che fece scalpore per una serie di tangenti pagate a finanzieri della tributaria in seguito a verifiche compiacenti in aziende pisane.
L’inchiesta risale agli anni Novanta e la Corte di Appello nel 2006 aveva condannato l’allora finanziere Giovanni Testa a quattro anni e otto mesi di reclusione con interdizione temporanea dai pubblici uffici e i finanzieri Vincenzo Borghi e Salvatore Migliore a due anni e otto mesi, anch’essi con interdizione temporanea dai pubblici uffici. I tre imputati erano stati condannati per concussione e corruzione «perché come si legge nella sentenza della Corte dei Conti -, approfittando della loro qualità di addetti alle verifiche fiscali avevano costretto alcuni imprenditori della zona di Pisa a consegnare loro somme di denaro per aver omesso controlli incrociati o accertamenti su acquisti senza fattura nonché di redigere la comunicazione di notizia di reato per la tardiva bollatura del libro giornale».
La Corte dei Conti di Firenze, alla fine del processo, ha condannato i finanzieri al risarcimento del danno nei confronti del corpo della Guardia di Finanza pari a 120.839,03 euro di cui 71.016,308 euro dovuti da Giovanni Testa, 38.658,27 euro dovuti da Vincenzo Borghi, 11.164,45 euro dovuti da Salvatore Migliore, «oltre la rivalutazione monetaria, da calcolarsi secondo l’indice Istat dei prezzi al consumo a decorrere dalla data dei fatti come indicati in motivazione e fino alla pubblicazione della presente sentenza».
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