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Danneggiano un paracadute, condannati

Danneggiano un paracadute, condannati

PISA. Avevano ripiegato male un paracadute al punto che si era deteriorato. Per questo motivo, per avere creato un danno all’erario pubblico, tre paracadutisti sono stati processati dalla Corte dei...

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PISA. Avevano ripiegato male un paracadute al punto che si era deteriorato. Per questo motivo, per avere creato un danno all’erario pubblico, tre paracadutisti sono stati processati dalla Corte dei Conti di Firenze.

I tre paracadutisti sono il capitano Gianluca Simonelli, 34 anni, residente a Livorno, e i due caporal maggiore Giovanni Cavallo, 31 anni, residente a Brescia, e Stefano Lombardi, residente a Napoli. Era stato lo stesso comandante del Centro di addestramento paracadutismo di Pisa a denunciare il fatto alla Procura regionale presso la Corte dei Conti nell’aprile 2008. Da quanto è stato ricostruito, risulta che i paracaduti caricati a bordo di un mezzo militare «erano stati sistemati - si legge nella sentenza della Corte dei Conti - in modo non consono perché tale da mettere in pericolo la loro integrità, evenienza che poi si è verificata». In pratica, il telone di copertura aveva ceduto e un paracadute era fuoriscito e si era danneggiato.

Poiché è dovere dei militari riporre con attenzione i paracaduti affinché non siano danneggiati, è scattata la denuncia nei loro confronti. La Procura concludeva che il danno all’erario era di 2.568,60 euro e veniva ripartito al capitano per il 40%, al caporale maggiore Giovanni Cavallo per il 50% a Stefano Lombardi per il 10%. Gli importi erano stati poi ridotti e il capitano aveva pagato 513 euro. Mentre gli altri due militari non avevano pagato dicendo di non avere ricevuto la notifica in quanto in missione all’estero. Tuttavia, in seguito, emergeva che Giovanni Cavallo aveva ricevuto la notifica nelle sue mani e non Lombardi per cui la notifica seguiva un iter sbagliato. Per questo motivo, il giudizio nei confronti di quest’ultimo è stato dichiarato «improcedibile».

Mentre per il caporale maggiore Cavallo, i giudici hanno ravvisato la mancanza di perizia e diligenza in quanto “era responsabile disciplinarmente del controllo relativo al caricamento del personale e dei materiali sul mezzo”. Quindi, è stato condannato al pagamento di 1.284 euro oltre alla rivalutazione monetaria e al pagamento delle spese di giudizio liquidate in 205 euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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