Il Tirreno

Pisa

Corvo, sotto accusa 4 dipendenti comunali

Corvo, sotto accusa 4 dipendenti comunali

Si è aperto il quarto procedimento in atto per le presunte spese allegre a palazzo Gambacorti

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Approda in tribunale un altro dei quattro tronconi in cui è divisa l’inchiesta del corvo che nel maggio di due anni fa svolazzò su palazzo Gambacorti portando sotto inchiesta, per presunte spese allegre, sedici persone, in primis l’ex dirigente del settore manifestazioni storiche e sport, Daniele Berti, 63 anni.

Il quarto processo su questa vicenda, che si è abbattuta sul palazzo come un terremoto, si è aperto ieri mattina ed è stato subito rinviato a metà dicembre prossimo. L’attesa apertura del dibattimento è slittata per impedimento di uno dei legali.

Sotto accusa, a vario titolo, per abuso d’ufficio, truffa, concussione e falsità materiale e ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, insieme all’ex dirigente, andato in pensione proprio sull’onda di questa vicenda, ci sono altri quattro dipendenti comunali: Michela Puccini, 60 anni, Ernesto Brunetti, 66 anni, Massimo Manzerra, 69 anni, e Luciano Novi, 67 anni. Il collegio difensivo vede schierati Antonio Cariello, Salvatore Salidu, Luca Stefani e Ilaria Cossi.

Gli altri tre dibattimenti vedono sotto accusa: il primo Berti e Guido Vannozzi, un imprenditore della provincia, per le aste suoi fuochi d’artificio del Giugno; il secondo altri nove dipendenti comunali accusati di truffa per l’allestimento di varie edizioni della Luminaria, quelle dal 2004 al 2007, i montaggi delle tribunette per il Gioco del Ponte, il palio di Buti e uno spettacolo di Roberto Benigni, e soprattutto il ricorso allo straordinario per quanto i montaggi fossero avvenuti in orario di lavoro; il terzo vede imputato di appropriazione indebita da solo uno dei dipendenti di Berti, Antonio Bellani, in relazione ad alcuni viaggi col famoso pullmino del Comune, secondo l’accusa in uso a troppi.

E non è finita: parallela ai quattro procedimenti c’è, ancora in atto, l’inchiesta della Corte dei conti.

Berti, in realtà, nonostante le accuse di fiele del corvo e le sue responsabilità, in tutta questa vicenza appare una sorta di capro espiatorio di quello che potrebbe apparire come un modo d’agire consolidato. Nel mirino dei veleni e della procura un conto che sarebbe dovuto servire solo per alcune manifestazioni ma che di fatto veniva usato per varie emergenze, senza le necessarie delibere. (c.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa