Il dolore
Tagliente: «Voglio fare, non dire cosa farò»
Presentazione alla stampa del nuovo prefetto in un clima informale, ieri a palazzo del governo
PISA. «Non mi piace parlare di quel che si farà, preferisco fare, fare di più e meglio e soprattutto far sapere quello che si fa». Si è presentato così, ieri mattina, a palazzo del governo, il nuovo prefetto, Francesco Tagliente, insediatosi da pochi giorni alla guida della città, al posto di Antonio de Bonis. In Toscana per lui è un ritorno dopo Firenze e l’esperienza romana. «Pisa mi piace molto - aggiunge - e non lo dico per compiacenza, ma perché è risaputo che amo tutta la Toscana».
Le prime domande della stampa hanno riguardato il disatteso, da un certo punto di vista, Patto per Pisa, che vede carenze di organico annose nelle forze di polizia in un contesto difficile, con una città che sulla carta ha novantamila abitanti, ma su cui ne gravitano molti di più, fra pendolari e studenti, e quale sede di un aeroporto che viaggia verso i cinque milioni di passeggeri, della base americana, della 46ª Brigata, di tre università e poli di ricerca di eccellenza, con una forte storia eversiva, una massiccia immigrazione e una significativa presenza criminale protagonista di reati vari. «Conosco perfettamente questi dati - ha aggiunto il nuovo rappresentante del governo - ma preferisco valutare di persona quel che accade e quel che il territorio esprime prima di parlare». «Ritengo che le risorse si possano anche ottimizzare»: ha ribadito poi anche lui, come è stato fatto più volte, all’osservazione che realtà meno impegnative di Pisa abbiano avuto rafforzamenti consistenti. «Personalmente - ha aggiunto Tagliente - credo che i pilastri della sicurezza siano tre anelli concatenati fra loro: mass media, pubblico e polizia. La gente chiede la tutela del diritto alla sicurezza, non in senso tecnico ma in senso lato. Io penso che sia possibile migliorare sempre e aumentare la percezione di sicurezza»
«Intendo promuovere e sostenere ogni iniziativa che si prefigga lo viluppo econimico e sociale di questa provincia. Sono convinto dell’importanza di un impegno corale di tutte le istituzioni e voglio proseguire il percorso chi mi ha preceduto per un’ulteriore crescita della realtà pisana».
«Il valore aggiunto - ha concluso il nuovo prefetto, che fra i suoi vari titoli ha anche quello di giornalista pubblicista - sarà il dialogo e il confronto con tutti gli interlocutori, come piattaforma per definire le priorità che orienteranno gli indirizzi della politica della sicurezza e tutti gli altri aspetti sui quali sarà necessario rivolgere la giusta attenzione».
(c.v.)
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