La manifestazione
La Certosa troppo vulnerabile in caso di terremoto
Le immagini della tragedia che ha colpito l’Emilia, i dibattiti televisivi e i richiami del presidente Napolitano ravvivano quotidianamente nella mente di tutti noi la consapevolezza che il rischio...
Le immagini della tragedia che ha colpito l’Emilia, i dibattiti televisivi e i richiami del presidente Napolitano ravvivano quotidianamente nella mente di tutti noi la consapevolezza che il rischio sismico è reale e imminente. Edifici storici afflitti da qualche problema statico, che in passato sarebbero stati rinforzati senza peraltro subire una immediata e completa chiusura, alla luce del rischio sismico destano oggi una ansia maggiore che spiega provvedimenti simili a quelli che hanno riguardato l’edificio della Sapienza a Pisa.
Pochi giorni fa, visitando il Museo di Storia Naturale e del Territorio ubicato come noto nella Certosa pisana, ho dovuto constatare che all’interno del Monumento sussistono alcune situazioni costruttive che presentano, a mio parere, un consistente grado di criticità in caso di evento sismico medio.
Particolarmente vulnerabile mi è parsa la famosa Galleria dei Cetacei la cui copertura è realizzata con il sistema tradizionale a capriate lignee, travicelli e mezzane privo di apprezzabile rigidezza nei piani di falda. Il tetto appoggia poi su una serie di isolati pilastri in mattoni sprovvisti di controventamento sia nella direzione trasversale che in quella longitudinale.
In caso di sisma la eccitazione della massa del tetto – acuita anche dalla discreta altezza cui è posta la Galleria – potrebbe provocarne il collasso in modo analogo a quello che ha prodotto il crollo dei capannoni industriali emiliani. La presenza delle pesanti vetrate di tamponamento, certamente dimensionate per resistere alla pressione del vento ma – temo – non all’azione del sisma, costituisce a mio avviso un ulteriore fattore di rischio.
Infine, si rileva che l’unica via di evacuazione della lunga e stretta Galleria coincide con la sua entrata ed è collocata per giunta ad uno dei due estremi. Se disgraziatamente una delle scolaresche che quasi quotidianamente visitano il Museo fosse colta da una scossa tellurica mentre si trova all’estremo meridionale della Galleria, difficilmente potrebbe mettersi in salvo.
Auspico che le autorità competenti diano tempestivamente disposizione affinché venga eseguita una scrupolosa analisi di rischio sismico di questo splendido luogo nella speranza che le ansie ed i timori vengano fugati.
Professore associato
di Tecnica delle Costruzioni all’Università di Pisa
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