Il Tirreno

Pisa

Altre voci dentro il Pd chiedono le primarie

Altre voci dentro il Pd chiedono le primarie

Appello lanciato da Landucci, Russo e Gorini: «Ricomporre la frattura che separa piazza e palazzo»

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Primarie sì o primarie no? Dentro il Pd si alzano altre voci favorevoli a questo passaggio per stabilire il candidato a sindaco, nonostante Marco Filippeschi si avvicina alla scadenza del solo primo mandato. «Ricomporre la frattura che separa piazza e palazzo. È questo il senso della sfida raccolta da Pierluigi Bersani, ed è questo l’appello che chiediamo sia accolto anche nella nostra città», scrivono Stefano Landucci (consigliere comunale), Federico Russo (consigliere provinciale) e Giampaolo Gorini (ex consigliere provinciale).

«Pisa e il Partito Democratico - sostengono - hanno bisogno di avviare il cantiere delle primarie, di aprirsi ad un confronto vero per rimettersi in ascolto dei bisogni della città. Chi si assume con umiltà il rapporto, sempre più compromesso, tra cittadini e politici deve dare una prospettiva alla discussione coniugando proposta e relazioni umane, messaggi e condivisione. Un sindaco al primo mandato, convinto di aver operato bene, ha tutto il diritto di chiedere la riconferma. Sappiamo di chiedere un atto di generosità non dovuto e il coraggio di una sfida, ma crediamo che sia irrinunciabile farlo».

Raccogliere questa sfida, proseguono, «significa rispondere ai cittadini che accusano la politica di essere autoreferenziale. La soluzione è aprire le porte del nostro partito ben prima delle elezioni, e farsi contaminare dalla passione di chi aspetta solo un incoraggiamento per portare il proprio contributo. Se le primarie saranno un vero confronto di idee e progetti potranno suscitare la passione dei cittadini meglio di qualsiasi lista civica,permettendo al Pd di intercettare i bisogni di partecipazione come è avvenuto in tante altre città che sono andate al voto nell’ultima primavera. E magari assicureranno quella governabilità che in questi anni è spesso mancata, e che nessun accordo fatto all’interno delle segrete stanze può dare».

La discussione era stata aperta dall’ex sindaco Luigi Bulleri, che, tra l’altro, aveva affermato come «il livello di astensione dal voto raggiunto nelle ultime elezioni sia molto preoccupante. La sfiducia in tutti i partiti, se consideriamo l’affermazione del Movimento Cinque Stelle, sfiora il 50%. È in serio pericolo la democrazia. La vittoria amministrativa e politica in tanti comuni è stata di tutto il centrosinistra (Pd, Sel, Idv, liste civiche) ed a questa hanno contribuito in modo decisivo, in città importanti, le primarie».

Aveva risposto un altro ex sindaco, Paolo Fontanelli: «La vicenda locale è diversa da quella nazionale. Qui c’è una maggioranza che governa l’amministrazione comunale sulla base di un programma votato dai cittadini. E c’è un sindaco, Marco Filippeschi, al primo mandato che ha lavorato molto e bene per portare avanti quel programma. La valutazione spetta a tutti i cittadini e la sede giusta è il primo turno delle comunali. Quelle sono le vere primarie per chi deve rendere conto di fronte alla città del lavoro fatto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa