Il dolore
Roberta, una lite furiosa poche ore prima di sparire
Oggi l’associazione per l’imprenditrice in procura con i suoi consulenti per la consegna delle testimonianze raccolte. Strani movimenti vicino a via Dini
GELLO DI SAN GIULIANO TERME. Una lite familiare clamorosa e strani movimenti notati a due passi da via Dini: sono solo alcuni tra gli elementi contenuti nel dossier che questa mattina verrà consegnato dalla criminologa Imma Giuliani, consulente del’Associazione per Roberta, agli inquirenti che indagano sulla scomparsa dell’imprenditrice di Gello di San Giuliano, apparentemente dissoltasi nell’aria una settimana dopo l’Epifania.
Oggi, nella tarda mattinata, la dottoressa Giuliani, consulente in questo caso insieme allo psicologo Fabrizio Mignacca, sarà ricevuta dal sostituto procuratore Aldo Mantovani a cui consegnerà una sorta di indagine difensiva, un dossier con una raccolta di informazioni registrate fra amici e conoscenti di Roberta Ragusa, 45 anni, madre di due ragazzini, Daniele, 15 anni, e Alessia, 11, che da cinque mesi non sanno più nulla di lei.
Molte persone hanno collaborato spontaneamente ed alcune di queste non sarebbero mai state ascoltate dagli inquirenti: alcune non avrebbero ritenuto interessanti le notizie che potevano fornire, altre hanno semplicemente spiegato che non avendo ricevuto richieste non hanno pensato di presentarsi direttamente per dare il proprio contributo.
È probabile che testimonianze rese lontano da un ambiente investigativo, ufficiale, apparentemente più rigido, possano fornire maggiori particolari e magari rivelarsi, al di là di ogni aspettativa, utili ad un’indagine che procede attraverso mille complessità e che vede per ora un unico indagato con l’accusa di omicidio volontario, il marito, Antonio Logli, 48 anni.
La raccolta di informazioni cerca di ricostruire i sentimenti di Roberta, i rapporti più stretti, le ultime settimane prima della scomparsa, senza la presunzione di trovare una soluzione, ma col solo intento di collaborare.
E così ci sarebbero testimoni di una clamorosa discussione sorta nel pomeriggio di venerdì 13 gennaio, poche ore prima della scomparsa di Roberta, fra lei e il suocero, Valdemaro Logli, in autoscuola. «Mi sembri stanca - le avrebbe detto l’uomo - dovresti riposare». «Avete tutti l’intenzione di farmni proprio sparire, da casa, da qui....»: avrebbe risposto più o meno lei, turbata, come se avesse tolto il tappo a qualcosa che stava per esplodere. E poi in molti parlano di un luogo che andrebbe esplorato e dove forse non si è mai guardato, dove pure Antonio avrebbe cercato la moglie nell’immediato, e dove sarebbero stati notati a gennaio strani movimenti. Per qualcuno la donna, vittima di chi le ha fatto del male, si troverebbe lì, nascosta, in un luogo impensabile. Il tutto mentre impazzano nuove clamorose voci, simili ad alcune diffuse all’inizio di febbraio, annunciando stravolgenti rivelazioni a proposito di protagonisti del piccolo universo in cui Roberta viveva. Se fossero vere confermerebbero che i pettegolezzi spesso nascondono anche grandi verità e in questa vicenda, purtroppo, lo hanno dimostrato più volte. All’origine della scomparsa di questa mamma c’è infatti il dramma che viveva, di cui tutti sapevano, ma che non doveva travalicare le pareti domestiche. E intanto domani sera, a cinque mesi esatti dalla sparizione della donna, a Gello si terrà un’altra manifestazione popolare con un corteo che attraverserà Gello fin o a casa Logli.
©RIPRODUZIONE RISERVATA I
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