Il Tirreno

Pisa

Il torrente Zambra tornerà a vivere

di Pierluigi Ara

Un progetto per combattere l’attuale degrado ascoltando cittadini, tecnici e amministratori. Tempo previsto 7 mesi

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CALCI. Dal monte pisano scende a valle un torrente importante, carico di storia, che potrebbe costituire un elemento in più nella valorizzazione dei luoghi, di rara bellezza. Si tratta dello Zambra, anzi degli Zambra, tipici torrenti che si dipartono uno dal Serra, l’altro da sopra Montemagno. Zambra ha significato per lunghi anni anche e soprattutto lavoro, basti pensare ai mulini e ai frantoi i quali a centinaia erano mossi dall’energia idraulica.

Oggi lo Zambra è in abbandono, a tratti avvilente degrado, certo una potenzialità non sfruttata ai fini turistici, occasione mancata di una migliore qualità della vita. Il problema se lo è posto una giovane coppia, impegnata in attività agricole, ambientalista convinta. Ha avuto l’idea di mettere a punto un progetto redigendo un piano che ha presentato alla Regione Toscana, nello spirito di una legge forse poco conosciuta, la L.R. 69, sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali. Irene Di Vittorio e Emanuele Macchi hanno presentato il progetto partendo dalla realtà attuale. Dice Irene Di Vittorio: «Oggi lo Zambra rappresenta solo uno sfondo paesaggistico privo di valenza funzionale, soggetta a degrado, favorito anche dal fenomeno della siccità. Viene utilizzato a scopo ricreativo per la pesca sportiva e non dall’intera comunità dei residenti e dei forestieri. Il torrente ai giorni nostri risulta un rigagnolo. L’utilizzo della risorsa acqua, un bene comune, viene esercitato in forme poco democratiche. Con tubi in gran parte abusivi c’è una appropriazione dell’acqua;davvero grave il fatto che si registrano numerosi scarichi abusivi di acque reflue da comuni abitazioni: il che trasforma lo Zambra in una fogna a cielo aperto».

Fa eco Emanuele Macchi: «Le attività del nostro progetto mirano a sviluppare un dibattito sull’uso della risorsa idrica intesa nei suoi molteplici aspetti: qualità delle acque, risparmio idrico, usi virtuosi o impropri dell’area fluviale, momenti ricreativi, valorizzazione turistica. Ciò a livello tecnico, a livello amministrativo e a livello della popolazione. Puntiamo ad un piano di azione per lo Zambra redatto insieme alla gente».

Le attività del progetto si svolgeranno in circa sette mesi a partire dall’estate 2012 e saranno divise in varie fasi. La prima fase di ascolto attraverso assemblee, la realizzazione di materiale cartaceo informativo ed una piattaforma web, poi la consegna di un questionario a tutte le famiglie. Si faranno interviste a rappresentanti istituzionali, delle associazioni, a semplici cittadini. La seconda fase vedrà incontri con uffici tecnici degli enti coinvolti e poi passeggiate lungo il fiume, visite agli opifici chiusi, laboratori con i ragazzi delle scuole e dei campi solari. Infine la terza fase con un incontro finale di consegna all’amministrazione comunale e agli altri enti competenti del piano di azione, il cui testo sarà reso disponibile in rete e presso l’Urp.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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