Il Tirreno

Pisa

L’aiuto del comune

Contributi fino a 8mila euro alle famiglie sotto sfratto

PISA. È stato pubblicato ieri il secondo avviso pubblico del Comune di Pisa per l'accesso al contributo straordinario per prevenire l'esecutività degli sfratti per morosità di chi è in temporanea...

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PISA. È stato pubblicato ieri il secondo avviso pubblico del Comune di Pisa per l'accesso al contributo straordinario per prevenire l'esecutività degli sfratti per morosità di chi è in temporanea difficoltà economica.

Fino al prossimo 11 luglio è possibile presentare la domanda per accedere al contributo. I moduli di domanda e l'avviso sono reperibili presso l'Ufficio Casa in via Battisti 71 o al sito web www.comune.pisa.it/politicheabitative. Le domande devono essere presentate a mano presso l'Ufficio Casa. Il contributo massimo erogato per ogni famiglia sarà di otto mila euro, comprensivo anche di spese legali.

Può accedervi chi, alla data di pubblicazione dell'avviso, ha ricevuto un procedimento di intimazione di sfratto per morosità per il quale non sia ancora intervenuto il provvedimento di convalida. Per questa seconda tranche di contributi sono a disposizione del Comune oltre 103mila euro su un totale di 170mila stanziati per Pisa dalla Regione per 2012. Con il primo avviso dello scorso febbraio, al Comune sono pervenute 30 domande di cui 16 ammesse e 9 liquidate, pari ad oltre 63mila euro di contributi concessi. I contributi saranno erogati fino ad esaurimento delle risorse e non seguendo una graduatoria.

«Gli sfratti per morosità sono in continuo aumento – dice Ylenia Zambito, assessore alle politiche abitative -. Abbiamo un programma di emergenza abitativa che permette di assegnare gli alloggi popolari anzitempo a chi è in graduatoria, ma questo non è più sufficiente. Il contributo è, quindi, un ulteriore aiuto». Tra i requisiti necessari per poter accedere al contributo è fondamentale, per almeno uno dei componenti del nucleo familiare, essere un lavoratore dipendente, autonomo o precario colpito dagli effetti della crisi economica con conseguente riduzione del reddito a seguito di licenziamento (ad esclusione di quello per giusta causa), accordi aziendali o sindacali con riduzione dell'orario di lavoro, cassa integrazione, collocazione in stato di mobilità o altre svariate cause.

Per far fronte all'emergenza abitativa, inoltre, il Comune sta pensando di ridurre l'aliquota Imu per le case affittate a canone concordato e valutando con l'Agenzia Casa (gestita da Apes) la possibilità di abbattere ulteriormente l'Imu ai proprietari che concederanno ad Apes l'affitto dell'appartamento.

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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