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Pisa

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di Lucia Maffei

PISA. «Lui è sempre stato un devastatore, una volta si è mangiato l'impianto di irrigazione automatica del giardino, ma lei non è da meno». Non ha dubbi Alessandro Tognocchi: il suo Taku e la bella...

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PISA. «Lui è sempre stato un devastatore, una volta si è mangiato l'impianto di irrigazione automatica del giardino, ma lei non è da meno».

Non ha dubbi Alessandro Tognocchi: il suo Taku e la bella Fujiko, un'altra partecipante alla mostra canina all'ippodromo di San Rossore, sono fatti l'uno per l'altra.

Galeotto fu il concorso, consenzienti le famiglie: la benedizione l'ha data il pedigree. Taku è infatti un cane pluripremiato di razza Akita (la stessa di Hachiko, il protagonista a quattro zampe dell'omonimo film con Richard Gere) che nel 2008 si è piazzato primo su 81 alla gara monografica della sua categoria.

Fujiko invece non ha ancora partecipato alle competizioni, data la giovane età, ma il suo pedigree stellare la rende una campionessa annunciata. «Gli Akita sono cani di origine giapponese – spiega Tognocchi, che vive a Pisa ma ha trovato Toku in un allevamento di Arezzo – Il loro carattere è affettuoso, ma anche imperioso: se c'è un altro cane comandano loro». Taku e Fujiko convoleranno presto a nozze, e dalla loro unione nasceranno cuccioli prevedibilmente belli e sani.

Un bel risultato per gli allevatori, i quali spesso partecipano alle mostre non soltanto per le coccarde-premio, ma con l'obiettivo dichiarato di incrociare i migliori di ogni razza per migliorare la specie.

Lo spiega chiaramente Alessio Stramesi, che a Ventimiglia ha un allevamento di Cavalier King Charles Spaniel: un cane da compagnia di piccola taglia che le fan della fiction “Sex and the city” riconosceranno immediatamente come il beniamino di Charlotte, una delle protagoniste della serie. Stramesi ha portato a Pisa il suo preferito, Spartaco. “Il cane si deve fidare completamente del padrone durante la gara, così è importante avere un bel rapporto: con Spartaco ho un'intesa profonda”, dichiara Stramesi.

Ma come si crea l'intesa tra il padrone e l'animale? Come si coltiva, insomma, un futuro campione? «Per prima cosa bisogna capire il suo carattere», spiega un altro allevatore, Dario Purpura da Milano.

Purpura si occupa insieme alla moglie Francesca e alla figlia Lucrezia di cani barboni bianchi, quelli detti “grande mole”.

«Fin da cucciolo – spiega – il futuro campione deve diventare un membro a tutti gli effetti della famiglia. Solo dopo che si è integrato in questa geranchia si può iniziare a lavorare tecnicamente». In vista di una competizione, prosegue Purpura, la prima cosa che il cane deve imparare è lo stare “in stazione”, cioè in posa in piedi con gli arti anteriori e posteriori paralleli senza l'uso del collare. Poi si può passare a insegnargli il modo di passeggiare, insistendo sulla sincronia con i movimenti del padrone.

Il metodo sembra funzionare: Don Diego, il cane barbone di Purpura, è da poco diventato giovane campione internazionale ai mondiali di Salisburgo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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