Sicurezza
4mila euro di danni con una sportellata
Il proprietario dell’auto cita in giudizio la passeggera che dovrà pagare tutti i cocci e anche le spese legali
PISA. Che guidando si possano fare dei disastri è noto.
Non solo guidando l’auto o il camion, ma anche semplicemente in sella alla bici. Ma è possibile combinare un guaio da 4mila euro standosene in macchina? È possibile, e lo ha appena scoperto a sue spese una donna, citata in giudizio dal proprietario dell’auto nella quale la signora era trasportata.
La causa è stata discussa davanti al giudice di pace Armando Scotto (sentenza 613/2012), e riguarda un sinistro avvenuto nell’agosto del 2008 in via Valgimigli a Cisanello: mentre era in fila ferma a causa del semaforo rosso, la signora, aprendo lo sportello posteriore destro della Fiat Bravo nella quale si trovava insieme a due familiari, colpì in pieno un scooter che due ragazze a bordo, che dovettero ricorrere alle cure ospedaliere. Con danni anche al motorino e... allo sportello dell’auto.
Tutte spese alle quali dovette provvedere in prima istanza il titolare della Fiat.
Il quale, assistito dall’avvocato Sandra Munno, l’ha citata in giudizio chiedendo il risarcimento del danno all’autovettura, l’importo corrisposto per la sanzione del codice della strada elevata dagli agenti che erano arrivati sul luogo dell’incidente, il fermo tecnico e il maggior esborso per l’aumento del premio assicurativo conseguente all’aumento della classe di merito.
Il giudice ha accolto la richiesta del proprietario dell’auto, condannandola signora a circa 2100 euro di risarcimento, più 1.847 euro (oltre a Iva e Cpa) di spese legali.
Ma perché il titolare dell’autovettura se l’è presa proprio con lei? Secondo quanto afferma l’uomo, la donna ha aperto la portiera per scendere (mentre l’auto era distante dal bordo destro della carreggiata), senza il consenso della sua familiare che si trovava alla guida.
Su questo punto, rileva il giudice, le testimonianze non consentono di dare una risposta certa. E «anche la conducente dell’autovettura appare responsabile del sinistro». Solo che, per l’articolo 2055 del codice civile, «qualora il fatto dannoso sia imputabile a più soggetti sussiste la responsabilità solidale fra di essi» e quindi il danneggiato può rivolgersi indifferentemente a uno qualunque fra questi per essere risarcito.
Tornando alla responsabilità di chi si trova in auto, in passato abbiamo trattato dei casi in cui la persona condannata in realtà non stesse facendo assolutamente nulla: l’ultimo caso riguarda il ricorso di un automobilista multato dalla Stradale sul Lungarno Mediceo. All'uomo era stata anche sospesa la patente, constatato «lo stato di disarmonia psicofisica». Vanamente sottolineò al giudice «non stavo guidando: ero fermo in parcheggio». Ma secondo il giudice , «nel formulare l'articolo 186 cds, il legislatore ha inteso principalmente tutelare l'incolumità pubblica in ogni momento, prevedendo episodi dannosi dovuti a una guida condizionata allo stato di ebbrezza alcolica».
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