Il dolore
Il saluto del vicesindaco: un percorso mano nella mano
PISA. «L’uomo doveva ancora conquistare la luna che era, nel 1962, ancora oggetto di sguardi e sogni da innamorati. Qualcosa sembrava però annunciare gli eventi degli anni successivi se è vero che in...
PISA. «L’uomo doveva ancora conquistare la luna che era, nel 1962, ancora oggetto di sguardi e sogni da innamorati. Qualcosa sembrava però annunciare gli eventi degli anni successivi se è vero che in quell’anno,per la prima volta in 400 anni, Nettuno e Plutone si erano allineati, che John Glenn diventò il primo statunitense in orbita nello spazio e che il Canada lanciò il suo primo satellite nello spazio». Così il vicesindaco Paolo Ghezzi ha cominciato il suo discorso di saluto di fronte alle coppie che hanno festeggiato al Giardino Scotto.
«Nulla, nella vita, ci viene regalato - ha proseguito - e il vostro legame che giunge a 50 anni ne è testimonianza. E’ prima di tutto frutto di una scelta iniziale consapevole. E di altre scelte successive che hanno ignorato, o scelto con sapienza, quei bivi che la vita vi ha posto di fronte. Dopo cinquant’anni di impegno e di investimento comune non è esagerato ritenere il vostro cammino uno degli esempi positivi su cui riflettere e da cui partire per pensare agli equilibri della società futura. E’ quel progetto di vita su cui si fonda, spesso, anche la quotidianità dei vostri figli e nipoti. E’ quell’esempio che va gridato con forza perché intorno possano crescere i desideri di solidità e gratificazione delle giovani generazioni. E’ l’occasione per indicare una strada che per nessuno è mai stata in discesa, ma che voi avete scelto di percorrere mano nella mano».
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