Gioco
Un flop la contestazione al giuslavorista Ichino
PISA. «Non perfetta ma funzionale». Così Pietro Ichino, giuslavorista e senatore del Partito Democratico nonché membro della Commissione Lavoro e Previdenza Sociale, ha definito la riforma del...
PISA. «Non perfetta ma funzionale».
Così Pietro Ichino, giuslavorista e senatore del Partito Democratico nonché membro della Commissione Lavoro e Previdenza Sociale, ha definito la riforma del mercato del lavoro proposta dal governo Monti, intervenendo al settimo incontro dei “Dialoghi pisani sulla riforma del lavoro”, un ciclo di seminari organizzato dal Circolo Pd di studenti e dottorandi della Scuola Normale e della Scuola Superiore Sant'Anna “Giovane Europa”. L’incontro si è svolto ieri alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa.
Un esiguo numero di contestatori ha atteso con un presidio in piazza Santa Caterina l'arrivo del senatore, ma, passando da un'entrata laterale, Ichino ha schivato le contestazioni.
Prendendo le mosse dall'ultimo saggio del senatore democratico, “Inchiesta sul lavoro. Perché non dobbiamo avere paura di una grande riforma”, il dibattito, in cui sono intervenuti anche Annamaria Simonazzi, docente di Economia Politica alla Sapienza di Roma, e Adalberto Perulli, docente di Diritto del Lavoro all'Università di Venezia, ha affrontato i temi della riforma del mercato del lavoro, parzialmente approvata con il voto al Senato.
«Sono quarant’anni che mi occupo di diritto del lavoro e ho visto tante leggi intervenire in questa materia ma, in quasi mezzo secolo, mai una legge che intervenisse al cuore del mercato del lavoro come questa – dice Ichino sottolineando l'importanza della riforma –. In Italia dovremmo imparare a sottolineare le cose buone e importanti che sono state fatte raggiungendo un accordo come questo che, solo un anno fa, nessuno avrebbe scommesso un soldo bucato che sarebbe stato raggiunto».
Partendo da una critica della sua generazione, secondo il senatore Ichino la riforma intraprende la giusta strada per favorire, in particolar modo, i giovani.
«Il dialogo con i giovani deve muovere da un atto di penitenza della mia generazione – dice - che ha colpe enormi verso i giovani perché si è letteralmente spolpata tutto il welfare, lasciando alle giovani generazioni solo le lische. Credo sia una colpa storica, ma anche che la riforma vada in una direzione di equità verso le generazioni più giovani, sebbene abbia creato qualche problema a qualcuno della mia generazione ma molto più piccoli di quelli che negli anni abbiamo creato ai giovani».
Parlando di lavoro pubblico e dipendenti statali, il senatore ha sottolineato che «allineare il lavoro pubblico a quello privato, non significa dare la possibilità di licenziare i dipendenti pubblici, ma responsabilizzare a maggiori criteri di efficienza la dirigenza pubblica».
Mentre all'interno dell'aula magna storica del Sant'Anna i relatori del convegno discutevano di lavoro, ma anche delle prospettive per il Paese, all’esterno della scuola il gruppo di manifestanti contestava le politiche di Ichino sottolineando che «è stato uno dei principali ideatori di varie riforme succedutesi nel mondo del lavoro, che hanno portato un attacco sempre maggiore ai lavoratori, ai loro diritti e al loro salario, riducendoli ad una situazione da lacrime e sangue dove la precarietà, e adesso anche il licenziamento, sono realtà quotidiane».
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