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Magri: riporteremo i marò a casa

Il sottosegretario è intervenuto a un convegno sulle missioni di pace

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PISA. «La libertà su cauzione è già un risultato molto importante, ma continueremo a lavorare per riportare in Italia i nostri marò dall’India».

Lo ha detto il sottosegretario alla Difesa, Gianluigi Magri, a margine del convegno «China & Italy approaches to peacekeeping» promosso da Scuola Superiore Sant’Anna e Istituto Confucio di Pisa.

«Ora il nostro lavoro si concentrerà sul processo - ha aggiunto - affinché venga fatta giustizia sull’accaduto e comunque non ci riterremo soddisfatti finché non avremo riportato a casa i nostri uomini».

Magri ha parlato anche della situazione in Siria: «Su richiesta dell’Onu l’Italia ha dato la disponibilità a inviare in Siria alcuni suoi ufficiali adeguatamente formati come osservatori internazionale. Cinque nostri ufficiali - ha aggiunto il sottosegretario - sono già dislocati sul territorio siriano e stanno lavorando sotto l’egida delle Nazioni Unite, mentre altri due sono pronti a partire in qualunque momento».

Al convegno è intervenuto anche il rettore della Scuola Sant’Anna, Maria Chiara Carrozza.

«Negli ultimi due anni - ha detto - la Cina si è mossa da posizioni di scetticismo e opposizione agli interventi multilaterali basati sull’idea di non interferenza verso gli altri Stati sovrani a un sempre crescente coinvolgimento nelle politiche di peacekeeping delle Nazioni Unite, fino al punto che oggi è lo Stato che fornisce il numero maggiore di truppe tra i membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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