Italia
«Non stia in cucina, è rischioso»
L’abitazione è lesionata, ma le alternative non sono gradite
PISA. «Stia in cucina il meno possibile». Non capita tutti i giorni di sentirsi dire una frase del genere: è stata il consiglio dato a Massimo Falaschi dopo un sopralluogo effettuato dai tecnici del Comune per verificare i danni causati dal terremoto della scorsa settimana al suo appartamento.
In effetti, sopra il piano cottura, il muro ha crepe vistose; e anche lungo alcuni battiscopa. La casa popolare risulta inagibile, ma non c’è subito pronta l’alternativa. Martedì l’ufficio comunale delle politiche abitative gli ha prospettato due opzioni: una dimora al Cep e una a Mortellini; appena saranno terminati i lavori in quest’ultima, le potrà visionare entrambe e scegliere.
Intanto Falaschi si chiede: «E dove cuciniamo? Siamo sette in casa», contando pure moglie, tre figli, una nuora e una nipotina che ha meno di un anno. Ma l’uomo aggiunge lo scetticismo di chi riceve «promesse dal 2010, da quando i vigili del fuoco mi hanno comunicato che l’attuale sistemazione in via Bonanno non è abitabile».
Ma non tutte le soluzioni gli vanno bene. «La casa al Cep è un po’ piccola e, soprattutto, al quinto piano; se si rompe l’ascensore diventa un grosso guaio salire; io ho problemi di salute. L’altra è troppo lontana dalla città; devo controllare che ci siano i mezzi pubblici». Falaschi, tuttavia, sa anche che il treno non passa due volte e precisa: «Chiaro che se non c’è altra soluzione dovremo adattarci». (g.c.)
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