Finanza
«Nella base quali leggi valgono?»
Il segretario Francese: non rispettate le norme sui licenziamenti
PISA. La Cgil, ribadendo la propria solidarietà ai dipendenti di Camp Darby, dove però non ha iscritti, esprime forti perplessità sulle procedure di licenziamento e trasferimento che riguardano i lavoratori in esubero. La Cgil si chiede: «Camp Darby gode del regime di extraterritorialità? Se così non fosse e quindi le leggi che si applicano sono quelle dello Stato italiano, in base a quale norma si vogliono licenziare i lavoratori? Il comando militare della Us Army è a conoscenza che, se non vengono rispettate le procedure di legge, i provvedimenti adottati sono inefficaci?».
«In questo percorso di licenziamenti e trasferimenti vogliamo capire quali procedure di legge vengono seguite – dice Gianfranco Francese, segretario generale Cgil di Pisa – perché, dopo cinque mesi, non si conoscono ancora. Siamo di fronte ad un licenziamento collettivo e, se sono state seguite le procedure italiane, secondo noi queste non sono state fatte correttamente. Da parte dell'autorità americana c'è bisogno di maggiore trasparenza perché stiamo parlando del futuro di decine di lavoratori e delle loro famiglie».
Con un volantinaggio che si è svolto ieri nella zona antistante l'ingresso della base, la Filcams-Cgil ha rinnovato il sostegno ai lavoratori civili di Camp Darby.
«Siamo al loro fianco – sottolinea Cinzia Bernardini, segretario generale Filcams Cgil di Pisa – perché, pur non avendo una nostra rappresentanza nella base, questa è una vertenza molto importante per il territorio e non possiamo rimanere indifferenti alla perdita di posti di lavoro».
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google