Il Tirreno

Pisa

L’ex sindaco Bulleri chiede le primarie

di Luca Daddi

È iscritto a Sel e lancia un appello al deputato Fontanelli (Pd) «Soltanto così potremo sconfiggere l’astensionismo»

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PISA. «Facciamo le primarie per scegliere il candidato sindaco alle amministrative del 2013». La richiesta porta la firma di Luigi Bulleri, classe ’34, già sindaco e parlamentare, una vita nel Pci, oggi iscritto a Sinistra Ecologia Libertà (Sel) che a Palazzo Gambacorti è all’opposizione. Bulleri ha scritto una lettera aperta a Paolo Fontanelli, deputato del Pd, anche lui ex sindaco, anche lui con un passato nel Pci.

Astensione. «Caro Paolo, un po’ diversamente da te - sostiene Bulleri - penso che il livello di astensione dal voto raggiunto nelle ultime elezioni sia molto preoccupante. La sfiducia in tutti i partiti, se consideriamo l’affermazione del Movimento Cinque Stelle, sfiora il 50%. È in serio pericolo la democrazia».

Primarie. «La vittoria amministrativa e politica in tanti comuni - prosegue Bulleri - è stata di tutto il centro-sinistra (Pd, Sel, Idv, liste civiche) e a questa hanno contribuito in modo decisivo, in città importanti, le primarie. In tale situazione pensare che alle prossime elezioni politiche il Pd, al quale i sondaggi - non i dati elettorali - attribuiscono il 27% dei votanti che oggi sono meno del 60% degli elettori, possa vincere da solo, con il premio di maggioranza o con nuovi meccanismi elettorali, per me significa affermare solo un interesse di partito che non risolve la crisi della politica e i problemi dei cittadini, anzi li aggrava».

Quanto alla situazione pisana, «è sempre mia opinione che a non fare le primarie per il sindaco si impedisce a tanta parte dell’elettorato, portatore di espressioni civili e culturali, di partecipare con interesse, contribuendo al rinnovamento della politica».

Società civile. Fontanelli - dice Bulleri - pensa di ovviare alla mancanza di primarie «con un collegamento da parte del Pd con la società civile». Ma secondo l’ex parlamentare comunista è una strada fallimentare: «Da venti anni sono impegnato a tempo pieno nel volontariato e nel terzo settore. Quella società civile è molto delusa dai partiti. Pensiamo che i risultati degli ultimi referendum per i partiti, anche per il Pd, non hanno contato niente. L’acqua privatizzata resta tale. I beni comuni si vendono. I diritti dei cittadini vengono compressi. Non si può pensare che basti consultare questa società civile una volta tanto o tantomeno incorporarla in un partito, magari attraverso liste-civetta. La società civile vuole partecipare non alle elezioni ma alle decisioni, ai programmi, cambiando la politica liberista e di sostegno al mercato selvaggio del governo Monti in un ordinamento economico che instauri uno sviluppo solidale e di giustizia sociale».

Democrazia da allargare. Secondo Bulleri, «una vittoria elettorale del centro-sinistra in Italia sarà grande se capace di allargare la democrazia e la partecipazione dei cittadini, se fondata su un progetto di difesa del lavoro, sulla valorizzazione delle risorse ambientali, sui diritti dei cittadini, sullo sviluppo della democrazia».

Confronto necessario. «A Pisa - incalza l’ex sindaco del Pci - l'intero popolo del centro-sinistra chiede un grande momento di confronto dialettico, partendo dai risultati, ma anche dalle carenze dell’attuale amministrazione a fronte di nuove sensibilità espresse dalla società civile in materia di beni comuni, di offerta culturale e di luoghi di aggregazione giovanile, di prevenzione attiva dei fenomeni di infiltrazione mafiosa: per definire unitariamente i futuri orientamenti del governo locale, occorre dunque il confronto dei programmi, che necessariamente presuppone lo svolgimento delle elezioni primarie».

Stop a logiche di partito. «Diversamente - conclude Bulleri - credo che contribuiremmo a sospingere il nostro popolo verso l'astensionismo e le nuove forme di movimentismo. Non è più il momento di rinchiuderci dentro sterili logiche di partito: non renderemmo un buon servigio ai nostri valori comuni. A Pisa in altri momenti (anni Settanta) e in altra situazione la sinistra seppe far vincere la democrazia».

Il dibattito. Lo scopo di Bulleri è aprire un dibattito in città. Difficile che l’appello a Fontanelli rimanga senza risposta, dato che proviene da un personaggio storico della sinistra locale.

Da mezzadro a deputato. Nato a Pomarance, Bulleri cominciò come dirigente sindacale di Federmezzadri, quindi fu funzionario del Pci che lo volle assessore, poi sindaco dal 1976 al 1983, infine deputato. Fu il palaiese Luciano Ghelli, scomparso alcuni anni fa, allora segretario della Federazione del Pci, a convincerlo a candidarsi al Parlamento. «Di fronte ai suoi richiami nell’interesse del partito - ha raccontato Bulleri nel libro autobiografico “Il Sindaco rompe la catena” - mi arresi dicendo: “Io con il Pci sono in debito, da mezzadro che ero con la quinta elementare, questo partito mi ha onorato portandomi a fare il sindaco di una città come Pisa”».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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