Sicurezza
Darsena, scavo dei fondali contro la crisi
Appalti della Navicelli da 1,2 milioni per dragare banchina ed Incile così da favorire il passaggio di grandi imbarcazioni
PISA. Arriverà tra un po’ Ikea nei terreni della darsena, quelli più vicini all’Aurelia. Ma in quale realtà si inserirà? Il settore della nautica pisana, che ha nella darsena il suo quartier generale e nel canale dei Navicelli l’essenziale sbocco a mare, qualche anno fa avrebbe accolto la multinazionale del mobile in un contesto di slancio e grande progettualità. Ma la crisi sta picchiando duro, non risparmiando super yacht e darsena pisana. Il caso dei Cantieri navali di Pisa è il più emblematico, però i problemi sono diffusi. La Navicelli Spa, la società a capitale pubblico che gestisce l’area, sta cercando di tenere il timone il più possibile sulla giusta rotta. Negli anni si è verificato un sostanzioso spostamento del polo nautico toscano da Viareggio (per mancanza di spazi) ai Navicelli, «ma ora la crisi è forte», ammette il presidente della Spa, Giandomenico Caridi. Il giro d’affari in darsena è imponente, la stima è di 160 milioni di euro, con oltre 25 brand e 1.000 occupati. Accanto alle piccole aziende di rimessaggio ci sono colossi del settore: da Codecasa alla Overmarine, dai Fratelli Rossi ai Cantieri Arno. Caridi è da poco rientrato dal Brasile, mentre, a proposito di nuovi mercati, ci sono rapporti aperti con Cina e Paesi Arabi. «L’obiettivo è doppio: aiutare i nostri imprenditori ad essere sempre più internazionali ed attrarre investimenti stranieri ai Navicelli». Intanto, c’è da potenziare e migliorare un’area di 580mila mq, qualcosa come 56 campi da calcio, dove agli insediamenti già consolidati si affiancano cantieri aperti, dunque anche zone di erba incolta e colpo d’occhio poco gradevole.
Canale da scavare. Tra le priorità della Navicelli c’è la navigabilità del canale, che consente di arrivare fino al porto di Livorno. Nei progetti il canale dovrà avere uno sbocco a mare dedicato lungo la sponda destra dello Scolmatore, ma non si tratta di un approdo immediato. L’obiettivo più concreto è dare ai Navicelli, nel suo intero tratto, una profondità di 3 metri. Questo pescaggio è ora possibile nell’asse centrale del canale, e vi passano decine di barche ogni settimana. «Semmai il punto debole - dice Caridi - è il tratto all’ingresso nello Scolmatore dove, per effetto dell’accumulo di fanghi, si arriva a 2,8 metri. C’è un impegno di Regione e Autorità portuale di Livorno a mettervi una draga dedicata». Qualche inconveniente può capitare: un’imbarcazione, per la bassa marea, è rimasta bloccata fino a quando le acque non sono risalite. Un caso isolato. Già lo scorso anno sono stati dragati 50mila metri cubi di fanghi. «Va ora a gara, suddiviso in due fasi - annuncia Caridi - l’ulteriore dragaggio, da 12mila metri cubi, della zona della banchina della Sviluppo Navicelli e anche parte dell’Incile», per un totale di 1,2 milioni di euro, con lavori al via in questi mesi.
Utenze mancanti. In darsena operano due consorzi, “I Navicelli” della Cna e la Sviluppo Navicelli Srl. Con un investimento di 8 milioni di euro, quest’ultima (al servizio di aziende nautiche a cui vende terreni e costruisce cantieri) ha realizzato una nuova darsena di 24mila mq, con un travel lift capace di sollevare grandi barche. Tra gli operatori c’è chi si lamenta: non ci sarebbe il fondale giusto (sarà dragato) e mancano le utenze come luce e acqua. Dalla Navicelli Spa replicano che la banchina della “Sviluppo” è accessibile. Diverso il discorso per le utenze, visto che la stessa Navicelli Spa ha dato in concessione l’area (con accordo ventennale) proprio alla “Sviluppo”, soggetto al quale è quindi dovuta la sistemazione delle utenze.
Vigilanza e controlli. Si affaccia poi il problema della sicurezza, per un’area in continua espansione e trasformazione. Qualche tempo fa si era sparsa un po’ di preoccupazione per la presenza di un gruppo di nomadi, durata comunque poco. Però per una zona del genere sono necessari controlli puntuali. Caridi ha avuto un incontro con l’ing. Antonio Grasso del Comune e con il comandante della polizia municipale, Massimo Bortoluzzi. E’ stato deciso di mettere una sbarra contro il libero accesso all’altezza dell'ingresso all’area della Sviluppo Navicelli. Sempre Caridi anticipa la scelta di fare uno specifico accordo con un istituto di vigilanza privata: in corso la valutazione dei preventivi.
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