Sicurezza
Misericordia, i Cobas chiedono un tavolo
PISA. Sulla proposta di riduzione del personale fatta ai sindacati dal commissario straordinario della Misericordia i Cobas chiedono la convocazione di un tavolo congiunto. «Le norme in materia di...
PISA. Sulla proposta di riduzione del personale fatta ai sindacati dal commissario straordinario della Misericordia i Cobas chiedono la convocazione di un tavolo congiunto.
«Le norme in materia di cassa integrazione, mobilità, trattamenti di disoccupazione, attuazione di direttive della Comunità europea - commentano i Cobas - prevedono, in base alla legge 223 del 1991, che “entro sette giorni dalla data del ricevimento della comunicazione, a richiesta delle rappresentanze sindacali aziendali e delle rispettive associazioni si procede ad un esame congiunto tra le parti, per esaminare le cause che hanno determinato l’eccedenza del personale e le possibilità di utilizzazione diversa di tale personale, o di una sua parte, nell’ambito della stessa impresa, anche mediante contratti di solidarietà e forme flessibili di gestione del tempo di lavoro”. La grave situazione economica in cui da mesi si dibatte la Misericordia ha determinato interventi strutturali di forte contrazione delle spese, ma necessita anche e soprattutto di percorsi riorganizzativi del personale e della intera struttura in presenza di cambiamenti legislativi e dell’affidamento tramite gara di servizi da anni gestiti in convenzione. Tuttavia, le risorse umane e professionali presenti in Misericordia non possono essere disperse, perché rappresentano un elemento indispensabile per il rilancio e il potenziamento delle attività. Esistono altri strumenti con i quali affrontare la crisi economica aziendale e, come previsto dalle normative vigenti, i Cobas chiedono l’immediata convocazione di un tavolo sindacale ove si affrontino le problematiche individuando tutte le forme contrattuali alternative ai licenziamenti quali appunto i contratti di solidarietà, a favore dei quali ci siamo più volte espressi per superare la crisi».
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