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Pisa

Roberta, nessuno ha visto nulla

Roberta, nessuno ha visto nulla

Tre anni di tempo ancora per pensare ad una possibile archiviazione del caso

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GELLO DI SAN GIULIANO TERME. Non è emerso nulla di nuovo dall’ascolto di una decina di testi che fanno parte della cerchia di Roberta Ragusa e Antonio Logli. Non è emerso alcun particolare importante o utile alle ricerche dell’imprenditrice di Gello di San Giuliano di cui non si sa più nulla da metà gennaio.

Le ultime testimonianze, relative alla cerchia di amici e conoscenti dei Logli, sono state messe a verbale dai carabinieri e trasferite al pm. L’unica possibilità di schiarita è riposta ancora nell’esito di qualche analisi, ad esempio quelle sui pc della coppia o ancora sugli indumenti inviati ai ris, ma da cui si spera ben poco. O ancora nell’esame del furgone di Geste che Antonio aveva in uso e sull’auto del suocero di Roberta, Valdeamaro Logli. A quel punto i carabinieri avranno vagliato tutto il possibile per far luce su questo giallo che tiene tutti col fiato sospeso dal 14 gennaio scorso e su cui si sono accesi, come su ogni dramma che coinvolge le pareti domestiche, i riflettori dei media nazionali.

Intanto i legali di Antonio Fusi - il pontederese assurto agli onori ed oneri delle cronache per aver dato, quella maledetta notte, un passaggio ad una donna che assomigliava a Roberta Ragusa, ma che è stata identificata - hanno chiesto l’archiviazione della posizione del loro assistito, unico indagato, con Antonio Logli, per omicidio colposo in questa brutta storia. Ben diversa è ancora, per il momento, la posizione di quest’ultimo, ascoltato sempre come persona informata sui fatti, ma mai come indagato. Si è sussurrato di possibili richieste di archiviazione, ma la difesa del marito, rappresentata dall’avvocato Roberto Cavani, non ha ancora presentato alcuna istanza e comunque, nell’intenzione degli inquirenti, sebbene non a breve - non c’è infatti ancora nulla da contestare all’uomo - c’è proprio quella di ascoltarlo nuovamente e attentamente.

Per l’archiviazione in ogni caso c’è un anno di tempo, prorogabile dapprima in un altro e poi in altre due tranche di sei mesi ciascuna. Si parla dunque di un periodo di tre anni per chiudere questa parentesi a partire dal momento in cui è scattato l’avviso di garanzia, datato 29 febbraio scorso, quando i ris arrivarono nella casa e negli uffici dei Logli per la perquisizione e gli accertamenti su eventuali tracce biologiche. Si parla dunque del 2015.

La speranza ovviamente è che si trovi prima un indizio utile a far luce su questa scomparsa. Tramontata l’ipotesi di trovare Roberta viva e scartata anche quella del suicidio, di cui non c’è traccia, non resta che quella che è stata sempre nell’aria, l’omicidio, o maturato nell’ambito delle sue conoscenze o determinato da un brutto incontro casuale. Il ritrovamento del corpo, seppure quasi dopo cinque mesi, potrebbe finalmente dare una svolta ad un giallo da troppo tempo senza via d’uscita.(c.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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