Il Tirreno

Pisa

In metrò dalla stazione fino a Cisanello

di Francesco Loi

Proposta dell’Associazione Mobilità Toscana per un sistema di tram-treno. Ipotizzati due tracciati connessi con le ferrovie

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PISA. Una metropolitana leggera, o di superficie, per andare dalla stazione ferroviaria a Cisanello. La proposta arriva dal convegno che si è tenuto al centro Maccarrone dal titolo “Tram-treno: stato dell’arte e prospettive. Ipotesi di lavoro per l'area vasta Pisa-Lucca-Livorno-Pontedera”. Una sessantina di addetti ai lavori tra costruttori, studi professionali ed esperti hanno preso parte all’incontro organizzato dall’Amt, associazione per gli studi sulla mobilità ed i trasporti in Toscana, e patrocinato dalla Provincia. L’idea del metrò si inserisce nel dibattito avviato dopo che la Pisamo ha pubblicato un bando per assegnare la progettazione preliminare per un collegamento rapido di trasporto pubblico stazione-centro-Cisanello. L’ipotesi prevalente sembra quella di un bus tradizionale, ma in sede protetta, in un percorso di 3,6 km e una spesa previsionale di 27 milioni di euro. Però la progettazione preliminare si fa anche per verificare tutte le soluzioni possibili. E dal convegno dell’Amt emerge la richiesta di considerare anche il tram-treno.

Il precedente. Di cosa si tratti lo dice la parola stessa: treno nei tratti extraurbani e tram nei tratti cittadini. Tutto con lo stesso mezzo e sugli stessi binari (tranviari in città e ferroviari fuori). L’ing. Terenzio Longobardi, componente di Amt, ha illustrato al Maccarrone due soluzioni di tracciato in città, integrate totalmente con i tratti urbani delle linee ferroviarie esistenti Lucca-Pisa e Pontedera-Pisa. Non si tratta di un’idea del tutto nuova: già a metà anni Novanta alle città di Pisa e Livorno vennero assegnati finanziamenti per circa 140 miliardi delle vecchie lire. Il Comune incaricò la società Systra di predisporre un progetto che si orientò proprio verso la realizzazione di un sistema di tram treno. Poi però non se ne fece niente.

La linea gialla. L’ipotesi di tracciato presentata prevede una prima linea (convenzionalmente denominata gialla), che consiste in un tratto che in avvio utilizza i binari tra le stazioni di San Giuliano e di Pisa San Rossore (attualmente esiste un unico binario, ma c’è lo spazio per inserire un secondo). «Dal capolinea di San Giuliano - dice Longobardi - si potrebbe avere un infittimento del servizio di tram-treno, con l’istituzione di fermate a Gello, Le Maggiola, due o tre nel quartiere di Porta a Lucca, con frequenze anche di 10 minuti». Poi dalla stazione di San Rossore il tram-treno uscirebbe da uno spazio libero in corrispondenza dell’incrocio tra le vie Andrea Pisano e Giunta Pisano, per immettersi su via Bonanno verso l’Arno, passerebbe dagli Arsenali Medicei, entrando nel centro con fermate possibili al Ponte Solferino, Rettorato, piazza Garibaldi, piazza Mazzini, piazza del Rosso. Quindi, all’inizio di via Matteotti la linea utilizzerebbe gli stessi binari dell’altra linea ipotizzata di tram-treno proveniente dalla stazione di Pisa Centrale. La parte finale del tracciato sarebbe quella fino all’ospedale di Cisanello. L’obiettivo? «La linea gialla consentirebbe di togliere il traffico su gomma (sia privato che pubblico) dal lungarno, eliminando le emissioni inquinanti, riducendo drasticamente il rumore ed annullando la trasmissione di vibrazioni sugli edifici storici».

La linea verde. L’altra linea (chiamata verde) comprende invece la parte del tratto ferroviario Pontedera-Pisa che arriva alla stazione centrale, con fermate urbane a Oratoio, Riglione e Sant’Ermete. I binari ferroviari uscirebbero in via Corridoni innestandosi su quelli tranviari. Dopo una fermata davanti alla stazione, il tram-treno si instraderebbe su via Corridoni per raggiungere piazza Guerrazzi e scavalcare l’Arno sul ponte della Vittoria, ricongiungendosi con l’altra linea verso Cisanello. «Un tracciato che coincide quasi integralmente con quello del Bus Rapid Transit (Brt) del bando della Pisamo».

Costi e domanda. Questa ipotesi deve essere dettagliata in uno studio di fattibilità tecnica ed economica. «Facendo riferimento allo studio effettuato da Tages per il Brt, solo la linea verde avrebbe una domanda potenziale di 80.000 spostamenti al giorno. L’aggiunta della linea gialla e dei tratti ferroviari connessi alle linee urbane potrebbe almeno raddoppiare questo numero, coprendo gran parte della popolazione residente a Pisa e la quasi totalità della domanda di spostamento per motivi di studio e di lavoro». Ma i costi? «L’analisi - riprende Longobardi - non deve fermarsi al solo investimento, ma considerare tutti i parametri in gioco, come i costi di gestione e la produttività del servizio, che nell’insieme rendono i sistemi tranviari in genere più vantaggiosi». Difficile fare delle cifre. Ma il costo del people mover, la navetta aeroporto-stazione, ovvero oltre 77 milioni di euro, può rappresentare un precedente se non altro come attenzione crescente a certi sistemi di trasporto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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