Il Tirreno

Pisa

Guerra alla prostituzione su strada

di Giovanni Parlato
Guerra alla prostituzione su strada

Ordinanza del sindaco: le forze di polizia possono multare l’automobilista di 300 euro e, in caso, sequestrare l’auto

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PISA. Guerra aperta del Comune al fenomeno della prostituzione con un’ordinanza che porta la firma del sindaco Marco Filippeschi. Chi si ferma e affianca una prostituta o un trans rischia una multa di 300 euro. E le forze di polizia possono procedere anche al sequestro della macchina. In pratica, l’automobilista in cerca delle prestazioni sessuali potrebbe tornare a casa con il portafogli alleggerito e a piedi.

L’ordinanza è temporale: è in vigore dal primo giugno ed è valida fino al 30 settembre. Il sindaco ha riproposto l'ordinanza anti-prostituzione che, tempo fa, era stata annullata dalla Corte Costituzionale perché non c'è ancora una legge che permetta ai sindaci di emanare ordinanze generali.

È invece possibile (ed è quello che ha fatto Filippeschi) firmare ordinanze per situazioni contingenti, urgenti e d'emergenza.

L’ordinanza è stata proposta dal comandante della polizia municipale, Massimo Bortoluzzi. Adesso, le forze dell’ordine hanno uno strumento valido per combattere il fenomeno della prostituzione che, durante il periodo estivo, sull’Aurelia da Madonna dell’Acqua fino ai Mortellini vede quintuplicare il numero di prostitute e trans.

Il testo è stato inviato alla Questura, al comando provinciale dei carabinieri e della guardia di finanza, alla polizia provinciale di Pisa e anche all’Ente Parco «su tutto il territorio comunale, nella pubblica via e su tutte le aree soggette a pubblico passaggio con particolare riferimento alla statale Aurelia, è vietato a chiunque contrattare, concordare prestazioni sessuali a pagamento, ovvero intrattenersi, anche dichiaratamente solo per chiedere informazioni, con soggetti che esercitano l'attività di meretricio su strada o che per l'atteggiamento, ovvero per l'abbigliamento, ovvero per le modalità comportamentali - si legge nella delibera - manifestano comunque l'intenzione di esercitare l'attività consistente in prestazioni sessuali».

Nelle righe successive si spiega che è vietato fermare il veicolo «sia consentendo che salga sul medesimo la persona dedita al meretricio, sia contattando quest'ultima, purché tali condotte risultino dirette allo scopo di contrattare prestazioni sessuali».

Ma l’ordinanza, oltre che agli automobilisti si rivolge anche a prostitute e trans. Infatti, «è fatto altresì divieto assumere atteggiamenti, modalità comportamentali, indossare abbigliamenti che manifestino inequivocabilmente l'intenzione di adescare o esercitare l'attività di meretricio e tali da offendere la pubblica decenza e il decoro della città».

In pratica, l’ordinanza oltre che cercare di combattere il fenomeno della prostituzione, vuole anche difendere il senso del decoro cittadino perché l’Aurelia è la strada principale che percorre sia chi arriva da nord che da sud. E qualsiasi turista di passaggio è indotto ad avere un’immagine della città che non fa certo onore a Pisa e gli stessi cittadini sono stanchi di vedere prostitute fin quasi in città.

Inoltre, uno dei fondamenti della delibera è la considerazione che al fenomeno della prostituzione sono «collegati gravi episodi criminali, quali sfruttamento, omicidi, atti di violenza e rapine sia in danno di terzi sia in danno di persone dedite al meretricio, che si sono verificati negli ultimi anni sul territorio comunale».

È probabile che sulla scorta della delibera pisana, altri sindaci si possano adeguare e il tratto dell’Aurelia dove vige il divieto si possa estendere rendendo la lotta alla prostituzione più incisiva.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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