Sicurezza
Pisa avvio sprint, ma Amalfi brucia tutti
Regata delle repubbliche marinare: terzo posto per il galeone rosso, superato dai campani e Venezia per pochi centimetri
AMALFI. Pisa ha fatto la gara, fino agli ultimissimi metri. Poi l’equipaggio inedito, senza gli atleti olimpionici, ha chiuso al terzo posto l’edizione numero 57 della regata delle repubbliche marinare. Al fotofinish ha vinto Amalfi (su Venezia) in virtù di una rimonta strepitosa nel mare di casa. Grande felicità ad Amalfi, dove avevano presentato questa regata come «la nostra coppa del mondo». C’erano anche i precedenti a pesare sui vogatori campani: su 14 competizioni svolte nel suo golfo, in ben 11 non erano riusciti a spuntarla.
Pisa ha combattuto con tenacia. Anzi, ai 500 metri finali (sui due chilometri complessivi del tracciato, partenza da Capo di Vettica), il galeone rosso era arrivato con notevole vigore. E sembrava avere grandi chance di successo. Per tutto quello che si era visto fino a quel momento l’avversario decisamente più agguerrito era Venezia, mentre Genova sin dall’avvio aveva dato la corretta impressione di non essere competitiva. Anche Amalfi non si era vista granchè. La rimonta del dodici metri azzurro però è stata imperiosa.
I pisani hanno ceduto sul filo di lana, lasciando sul traguardo meno di venti centimetri, con Amalfi che ha avuto la meglio su Venezia sempre per una questione di centrimetri, tanto che la giuria si è presa una ventina di minuti per esaminare con tutta l’attenzione dovuta il fotogramma dell’arrivo. Poi l’annuncio del trionfo campano.
Il sorteggio aveva dato a Genova e Venezia le corsie esterne, rispettivamente la 1 e la 4. Per Pisa e Amalfi le acque interne, con le corsie numero 2 e 3. Ma i tecnici non hanno interpretato il sorteggio a vantaggio di un equipaggio o dell’altro. C’è chi preferiva le corsie esterne perché risentono meno della risacca e del moto ondoso, però con il mare calmo come ieri la differenza è poca. Altri invece preferiscono le corsie interne perchè meno esposte alle onde provocate dalle imbarcazioni degli spettatori; era compito della guardia costiera impedire che questo influisse sulle condizioni dell’acqua e dunque sulla gara.
L’equipaggio pisano ha cercato di prendere, come suol dirsi, il toro per le corna. Nessun tentennamento di fronte alle assenze. «La regata di Amalfi cade nell’anno olimpico e quindi noi dobbiamo rinunciare agli atleti che sono in nazionale, ma sono certo che lotteremo per la vittoria fino alla fine», aveva detto l’allenatore Alessandro Simoncini (l’altro è Sergio Marrucci). E così è stato. Partenza sprint del galeone rosso, con i vogatori Alessandro Augusti, Matteo Baluganti, Manuel Igneri, Ivan Lorenzini, Michele Michelotti, Tommaso Sacchini, Sasha Sicurani, Simone Tonini. Di riserva Fabio Fiorentini, dopo che per malattia aveva dato forfait all’ultimo momento Alessio Melosi; timoniere Andrea Pellegrini (massaggiatore Giancarlo Mariani, nostromo Massimo Bellani). Barche sempre molto vicine dopo i primi 500 metri, ma con duello ripetuto tra Pisa e Venezia. Stesso discorso ai 1.000 e anche ai 1.500. Proprio nell’ultimo tratto la rimonta di Amalfi, che per prima ha tagliato il traguardo posto di fronte alla spiaggia di levante affollata di bagnanti, ritrovando una soddisfazione che non assaporava da undici anni. Migliaia di bandiere blu con la croce amalfitana sventolavano sugli edifici che si affacciano sulla bellissima costa e sul molo. Un vero tripudio in occasione della premiazione. Si aggiorna così l’albo d’oro della regata: 30 vittorie per Venezia, Amalfi sale a 10, per Pisa e Genova 8 a testa.
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