Il Tirreno

Pisa

Porto, i documenti restano nel cassetto

di Carlo Venturini
Porto, i documenti restano nel cassetto

Fumata nera in prima commissione controllo: gli atti sulla querelle dei terreni non sono arrivati perché ritenuti riservati

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PISA. Fumata nera in prima commissione controllo. I documenti sulla querelle dei terreni per il porto non ancora acquistati dalla Borello-Boccadarno non sono arrivati perché «riservati». Scatta allora la richiesta di audizione del direttore generale del Comune, Angela Nobile, dell’assessore all’urbanistica Fabrizio Cerri e del dirigente all’urbanistica Gabriele Berti. Nella seconda seduta della prima commissione, avvenuta tre giorni fa, si dovevano acquisire i seguenti documenti: le lettere di sollecito che il Comune avrebbe mandato alla Borello affinché si decidesse a firmare il contratto, la richiesta di indennità di occupazione dei terreni comunali da parte della Borello, la certificazione di avvenuta bonifica, l’ingiunzione di pagamento (per circa 80mila euro) inviata il 27 aprile riguardo all’occupazione di terreni comunali.

Nessuno di questi documenti è arrivato in commissione perché sarebbero «atti riservati a causa di un procedimento amministrativo in corso». Così recita la mail inviata dalla dirigente del patrimonio, Laura Tanini, al presidente della commissione Riccardo Buscemi. A sua volta, Tanini ha ricevuto questa informativa sulla riservatezza direttamente dalla Nobile. «Che venga il direttore generale in commissione a relazionare sulla vicenda», dice il consigliere del Prc Maurizio Bini. Sandro Modafferi di Sel aggiunge: «Non riesco a capire la ratio di una tale riservatezza; si tratta di lettere in cui si scrive alla società di andare a firmare un contratto». In commissione si cita anche una sentenza del Consiglio di Stato secondo cui gli atti facenti parte di un procedimento amministrativo sono tutti riservati. Bini torna a chiedere non solo l’audizione della Nobile, ma stimola Buscemi a far sì che la commissione, vista l’importanza della questione, si riunisca due volte a settimana. Il calendario proposto da Buscemi infatti prevedeva una riunione l’8 giugno, un’altra il 28 e poi il 31 luglio. «Se continuiamo di questo passo - spiega Bini - si arriverà a settembre senza aver ottenuto alcun risultato». Sulla necessità di più riunioni settimanali in commissione Luca Titoni (Udc) e Paolo Cognetti (Fli) non sono però d’accordo. «La commissione di controllo fa verifiche e non inchieste», dice Titoni. «Ci vuole cautela, serenità e senso di responsabilità», gli fa eco Cognetti. Michele Di Lupo (Pd) rivolgendosi a Bini gli ha detto: «Chiamiamo prima l’assessore all’urbanistica e il suo dirigente, mentre il direttore generale lasciamolo per ultimo». In maniera del tutto salomonica, Modafferi propone di mandare una richiesta di audizione a tutti e tre; e chi sarà disponibile si presenterà in commissione. Bini ha ribadito di non comprendere la riservatezza degli atti: «In base alla legge 241, in quanto consigliere comunale e commissario, dovrei avere libero accesso a tutti gli atti soprattutto dopo che un dirigente del patrimonio ha detto in commissione che sono state mandate tre lettere ad un soggetto privato che deve firmare un contratto con il Comune».

Va sottolineato ancora una volta come la convenzione stipulata tra Comune e Borello-Boccadarno non preveda a carico di quest’ultima alcun termine perentorio di acquisizione dei terreni comunali. La riservatezza degli atti è forse dovuta al fatto che le commissioni comunali sono aperte al pubblico. Non si può escludere che in realtà questi atti vengano portati a conoscenza degli interessati per vie diverse.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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