Il Tirreno

Pisa

I vogatori rossi sono quelli da battere

di Daniele Benvenuti
I vogatori rossi sono quelli da battere

Oggi sulla costiera la sfida tra Pisa, Amalfi, Genova e Venezia. L’anno scorso equipaggi squalificati e tante polemiche

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PISA. Sarà ancora una volta il duello tra Pisa e Amalfi ad animare la regata delle repubbliche marinare. Oggi pomeriggio nel golfo campano (diretta su Raidue dalle 18.05) torna infatti la sfida tra i quattro galeoni giunta all’edizione numero 57.

C’è da riscattare il clamoroso flop dell’anno scorso a Venezia quando, per la prima volta nella storia della manifestazione, non ci furono vincitori con l’annullamento della gara. Tutti ricorderanno, infatti, l’approssimazione dell’organizzazione in laguna che non segnò correttamente il percorso di gara costringendo i giudici (dopo oltre un’ora di tensioni e discussioni) a squalificare tre equipaggi su quattro.

Oggi pomeriggio non ci saranno questi problemi. Il percorso si articola su 2mila metri in linea retta davanti alla sinuosa costa amalfitana, l’unico in mare aperto con tutte le incognite legato al moto ondoso; la partenza avverrà da Capo di Vettica, presso un promontorio sul quale si erge una torre vicereale del XVI sec per poi giungere ad Amalfi davanti alla Marina Grande, dove è sistemato il traguardo.

Pisa favorita. Il galeone rosso ha vinto le ultime due edizioni ed a Venezia, purtroppo solo virtualmente, aveva messo tutti in fila. Oggi però del “dream team” dominatore ci saranno solo tre uomini. «Amalfi – spiega l’allenatore Alessandro Simoncini – cade nell’anno olimpico e quindi noi dobbiamo rinunciare agli atleti che sono in Nazionale. Questo però non vuol dire che non saremo competitivi. I ragazzi hanno lavorato bene ed i riscontri cronometrici ci confortano. Sono certo che lotteremo per la vittoria fino alla fine».

Capovoga sarà Tommaso Sacchini che, insieme a Simone Tonini e l’elbano Matteo Baluganti, hanno fatto parte dell’equipaggio degli ultimi anni. L’otto è completato da Alessandro Augusti, Manuel Igneri, Ivan Lorenzini, Michele Michelotti e Alessio Melosi. Si tratta di ragazzi che hanno sempre vogato nel sedile fisso, sia nel palio di San Ranieri che in quelli livornesi. Unico dubbio che dovranno sciogliere gli allenatori, Alessandro Simoncini e Sergio Marrucci, riguarda proprio Melosi reduce da un piccolo malanno fisico; se non ce la dovesse fare, pronto Sasha Sicurani. Al debutto anche il timoniere Andrea Pellegrini.

Spiega Simoncini: «Nella sfida in mare ci occorreva un uomo esperto. Abbiamo puntato su Pellegrini abituato al palio marinaro livornese». La delegazione pisana è completata dall’altro vogatore Fabio Fiorentini, dal nostromo Massimo Bellani e dal massaggiatore Giancarlo Mariani.

Amalfi. Come detto il galeone campano con il cavallo alato è stato l’unico in questi anni ad avvicinare Pisa. A dire il vero l’anno scorso a Venezia avrebbe anche vinto, seppure su una corsia più corta di quella del galeone rosso. Il gruppo è praticamente lo stesso, avendo perduto solo due atleti impegnati alle olimpiadi.

I punti di forza sono Emanuele Liuzzi (campione mondiale under 23 l’anno scorso) e Fabio Infimo (per lui quattro partecipazioni ai mondiali). Gli altri vogatori sono Alessandro Addabbo, Daniele Agrillo, Luigi Amendola, Giovanni Bottone, Paolo Mennella, Luigi Proto. Timoniere l’esperto Vincenzo Di Palma, allenatore Francesco Noio e direttore sportivo Mario Palmisano, uno delle bandiere del canottaggio campano.

Genova. Il galeone bianco ormai da qualche anno ha deciso di puntare decisamente su vogatori a sedile fisso, attingendo sulla ricca attività di questo settore in tutta la regione. Segnali di ripresa si sono visti a Venezia e quindi la strada sembra quella giusta.

Capovoga sarà Francesco Garibaldi, reduce dal terzo posto nei campionati italiani universitari di domenica scorsa che con Paolo Perino (sei mondiali disputati alle spalle) costituiscono l’asse portante. Genova non vince dal 2000. Ecco l’equipaggio: Walter Bozzo, Michele Cella, Ivan Dante, Simone Eologio, Marco Fabbi, Francesco Garibaldi, Enrico Perino, Paolo Perino, Fabio Scantaburlo. Timoniere Stefano Crovetto, allenatore Giuseppe Bruzzone.

Venezia. I lagunari hanno vinto le ultime due edizioni nel mare di Amalfi. Ma dal 2008 non sono più a livelli dei più forti. I tecnici del galeone di San Marco hanno abbandonato la collaborazione con i Canottieri Padova, puntando maggiormente su atleti locali con esperienze nel sedile fisso. L’equipaggio si basa sull’esperienza di due trentenni Francesco Cardaioli (cinque titoli italiani in bacheca) e Jean Smerghetto (due campionati mondiali vinti e cinque tricori); completano l’otto, Lorenzo Barbato, Jacopo Colombi, Nicolò Crosara, Arben Doci, Gherardo Gamba e Giovanni Lunardi. Timoniere Marino Almansi, allenatori Mauro Serena e Alberto Vianello.

La storia. La regata delle repubbliche marinare si disputa dal 1956. La prima edizione ufficiale si disputò proprio a Pisa il primo luglio di quell’anno. Da allora ogni anno la sfida viene riproposta, a turno, nelle acque del mare ad Amalfi ed a Genova, dell’Arno a Pisa e della laguna a Venezia. Da alcuni anni, visto l’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica, è stata legata al 2 giugno.

La sfida tra i quattro galeoni è preceduta da un imponente corteo composto da 320 figuranti (80 personaggi in rappresentanza di ogni repubblica) che rievoca i caratteri, le vicende ed i personaggi della storia delle quattro antiche città marinare, che nel Medioevo, solcando i mari con le proprie flotte, avevano ottenuto prosperità e diffuso la propria cultura in tutto il Mediterraneo attraverso il dominio militare e commerciale. Amalfi presenta costumi storici che si richiamano al periodo più florido dei suoi traffici mercantili. Genova si richiama ai tempi di Guglielmo Embriaco, il condottiero crociato citato da Torquato Tasso nella Gerusalemme Liberata. Venezia ripropone l’episodio dell’accoglienza tributata al suo rientro in laguna a Caterina Cornaro, vedova del re di Cipro e Gerusalemme, dopo l’annessione alla repubblica veneta di quell’importante isola del Mar Mediterraneo.

Infine Pisa con la leggenda di Kinzica de’ Sismondi, l’eroina che salvò la città dall’invasione dei saraceni, accorgendosi, di notte, del pericolo che incombeva. La fanciulla pisana chiamò a raccolta, suonando la campana della torre del Palazzo degli Anziani, donne, vecchi ed adolescenti, poiché in quel periodo gli uomini, di età matura per l’uso delle armi, si trovavano impegnati ad assediare Reggio Calabria. Rapidamente i cittadini, allarmati, si armarono ed ingaggiarono una lotta accanita con Musetto ed i suoi uomini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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