Il dolore
Festa della Repubblica Domus Mazziniana chiusa
Dopo il restauro costato 2,5 milioni di euro, il Memoriale è stato inaugurato dal presidente Napolitano. Ma ora non ci sono soldi neanche per un custode
PISA. Tantissimi i turisti ieri in città, anche in corso Italia e dintorni. Ma quei turisti italiani che per la festa della Repubblica avevano pensato di visitare la Domus Mazziniana sono rimasti delusi. Perché proprio per l’anniversario della nascita della Repubblica Italiana, la casa dove è morto Mazzini, restaurata con un finanziamento ministeriale di circa 2 milioni e mezzo di euro, al centro delle celebrazioni per il 150º anniversario dell’Unità d’Italia, inaugurata dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, visitata ultimamente dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, - ieri - in quello che doveva essere il giorno anche della sua festa, dei principi mazziniani, ebbene era chiusa. E chiusa anche in maniera distratta tanto è vero che il cancello posteriore in via D’Azeglio, dove nella facciata è riportato il manifesto della Giovine Italia, era socchiuso e si poteva aprire ed entrare all’interno. E come se non bastasse la ruggine ha cominciato ad attecchire nei punti di saldatura. Insomma, si spendono due milioni e mezzo di euro per farla rinascere e poi non si hanno i soldi per mantenerla, per aprirla al pubblico il giorno della nascita della Repubblica Italiana, non si hanno i soldi per pagare almeno un custode.
«Siamo dovuti restare chiusi per mancanza di personale», afferma il direttore Pietro Finelli, l’unico dipendente con un contratto, che fa quello che può e che ha a disposizione due studenti che fanno il tirocinio per l’università «a cui non si può certo chiedere di essere presenti in un giorno di festa».
Avere ridato vita alla Domus Mazziniana è stata un’operazione culturale di grande valore, ma non avere messo a disposizione del direttore un personale adeguato mostra tutti i limiti dell’iniziativa.
«I finanziamenti ministeriale - continua ancora il direttore - non consentono contratti neanche a tempo determinato. Ora stiamo cercando una soluzione tramite una convenzione con gli enti, ma anche le amministrazioni locali vivono un momento finanziario molto difficile».
Nonostante la scarsità di personale, alla Domus da quando ha aperto (ottobre 2011) i visitatori sono stati più di mille e mediamente il direttore Piero Finelli organizza due iniziatiative al mese. Proprio di recente, il 31 maggio scorso, è stato presentato il libro di Massimo Scioscioli su lettere inedite di Mazzini. La buona volontà c’è, si fa quel che si può, ma non basta. Perché è bene ricordare che nella Domus, Giuseppe Mazzini morì il 10 marzo 1872 ed è rientrato nel progetto "I Luoghi della Memoria".
L'edificio venne donato allo Stato dalla famiglia Nathan Rosselli. Gravemente danneggiata durante il bombardamento dell'agosto 1943, la Domus venne ricostruita nel dopoguerra. Ad inaugurarla nel 1952 fu l'allora Presidente della Repubblica Luigi Einaudi. Dopo il recente restauro, la palazzina ha un nuovo volto, soprattutto la facciata di via D'Azeglio, sulla quale è stato montato con lettere d'acciaio, 9 metri per 9, il testo del Giuramento della Giovine Italia. E quel cancello che lo dovrebbe preservare chiude male: il battente finisce contro la serratura e bisogna dare una spinta forte per chiudere il cancello. Quello che abbiamo fatto prima di andare via.
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