Il Tirreno

Pisa

Terreni usati e non pagati

Settimana di conti non pagati, di strutture vuote, pericolanti, scacchi e semplicità. Dopo che si era scoperto che i terreni Ikea non erano stati pagati e si è rimediato in zona Cesarini, adesso si...

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Settimana di conti non pagati, di strutture vuote, pericolanti, scacchi e semplicità.

Dopo che si era scoperto che i terreni Ikea non erano stati pagati e si è rimediato in zona Cesarini, adesso si scopre che anche i terreni di proprietà comunale destinati al porto di Marina non solo non sono stati pagati dalla società che sta costruendo ma, addirittura, non esiste neppure un contratto che li obbliga all’acquisto questo, nonostante che, su quei terreni, ci si lavori da 5 anni.

Il comportamento della società che sta costruendo la chimerica infrastruttura non si spiega e il suo silenzio come risposta ai solleciti ancor meno. L’amministrazione comunale (così affezionata alle regole) pare tenere un comportamento forte con i deboli e debole con i forti.

A questo si aggiunge il misterioso abbandono di edifici terminati e mai utilizzati che sono quelle cattedrali nel deserto che si sono costruite nella Darsena pisana (andateci è istruttivo, sono decine di miglia di metri cubi di cemento nuovi nuovi e totalmente vuoti).

Cosa sta succedendo?

La crisi ha certamente le sue responsabilità, ma certamente c’è qualcos’altro che con la crisi ha meno a che fare. Distrazioni degli uffici comunali, burocrazie? Se qualcuno ci spiegasse qualcosa, magari eviteremmo di pensar male.

Mentre in Darsena si soffre di solitudine, in centro l’affollamento di libri e le onde sismiche fanno soffrire uno dei palazzi simbolo della nostra città: la Sapienza. Cosimo I non avrebbe mai pensato che quella sua perla non sarebbe stata capace di sopportare il peso (nella biblioteca ci sono più di 600 mila volumi) della cultura.

Ma degli edifici crolla anche il valore. In un anno è sceso del 5 per cento.

Ma si compra di più e, questo, potrebbe essere un buon segno. Vuol dire che la speranza non è morta.

Nel contempo sull’Arno, finalmente, riaprono i locali che dovranno essere più silenziosi del solito, però. La ricerca di un compromesso possibile tra le esigenze degli uni e quelle degli altri quest’anno introduce i tornei di scacchi che sono, come si sa, il gioco più violento del mondo, ma totalmente silenzioso.

La frase della settimana è di Pierantonio Macchia: «La cosa più bella di questi miei 50 anni di pediatria? Il sorriso dei bambini e la riconoscenza dei loro genitori». A volte le persone capaci riescono ad essere anche semplici e, quando succede, fa piacere. Auguri professore.

Alla prossima.

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