Il Tirreno

Pisa

Sequestrati 300 chili di pesce, scattano multe per 4.500 euro

di Donatella Lascar

Controlli a tappeto: la guardia costiera ha contestato ai commercianti la mancata tracciabilità del prodotto

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PISA. Sono circa 300 i chili di pesce che la guardia costiera del litorale ha sequestrato nel mese di maggio in tutta la provincia di Pisa perché mancava la tracciabilità del prodotto. Le sanzioni che sono state elevate durante il corso di questa operazione ammontano a 4.500 euro. I pesci sequestrati sono soprattutto seppie, molluschi, polpi, crostacei, etc.

Questi controlli nell’ambito della filiera ittica, vengono effettuati sia a tutela dei consumatori ma anche a tutela delle risorse ittiche. Infatti, sapere la provenienza di un prodotto, in questo caso del pesce, rappresenta una garanzia perché certifica la provenienza da zone sicure dove è ammessa l’attività di pesca e contemporaneamente salva diverse specie da una pesca indiscriminata che può mettere in serio pericolo la sua riproduzione. Questi controlli hanno carattere ordinario e avvengono con una certa periodicità e sistematicità.

Quelli effettuati dalla guardia costiera del litorale, rientravano all’interno di un’operazione più vasta effettuata a livello regionale e denominata “Antichi Sapori”, operazione che si ripete ciclicamente e principalmente nel periodo natalizio o nei periodi di cambio stagione. Si tratta della prima operazione che dall’inizio dell’anno gli agenti della guardia costiera hanno effettuato su vasta scala nel nostro territorio recandosi in borghese in modo capillare in decine e decine di attività tra pescherie e ristoranti, riscontrando così quelle irregolarità che hanno portato al sequestro.

Il periodo scelto per questa operazione ha una sua logica. Infatti, siamo alle soglie della stagione balneare e il mare diventa fonte di reddito e sfruttamento per molti.

Intanto si ricorda che non è stata ancora revocata l’ordinanza con cui l’amministrazione comunale ha vietato la pesca, la vendita e il consumo di arselle. Che comunque possono essere tranquillamente acquistate nelle pescherie autorizzate.

L’Asl, come di norma avviene in questi casi, deve ancora provvedere ad effettuare i due prelievi consecutivi del prodotto nell’arco di 48 ore per verificare che i risultati delle analisi siano rientrati nei parametri consentiti. In questi ultimi anni la pesca delle arselle è stata vietata più volte in periodi diversi dell’anno e la guardia costiera non ha riscontrato trasgressioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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