Il Tirreno

Pisa

Sara, i genitori chiedono la verità

di Candida Virgone
Sara, i genitori chiedono la verità

Il caso della bimba morta a Locri: in tredici mesi non è stata ancora fissata l’udienza per l’opposizione

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PISA. Una storia che celebra un record: non è mai esistito infatti in Italia, a memoria d’uomo, che passino tredici mesi per la fissazione di un’udienza per discutere di una opposizione. Eppure a collezionare questo spettacolare traguardo l’ufficio gip del tribunale di Locri ce l’ha fatta.

Il caso è quello terribile della morte di Sara Sarti, una bambina di quattro anni e mezzo morta nell’ospedale della località calabra il 24 agosto del 2009 e per la cui scomparsa sono sotto inchiesta quattro medici. Ieri mattina a San Giuliano, nello studio degli avvocati Giovanni Frullano ed Elena Mannucci, che li seguono in questa dolorosa battaglia, i genitori di Sara, Alessandro Sarti e Caterina Nicita, hanno protestato per questo scandaloso silenzio ed hanno annunciato che non getteranno così facilmente la spugna e che continueranno a lottare, per quanto i tempi biblici diano l’impressione che si voglia stancarli psicologicamente e concretamente, visti i costi che la famiglia ha dovuto affrontare in viaggi spesso a vuoto per udienze annullate senza avviso, perizie, consulenze e acquisizioni di testimonianze.

I genitori sollevano una lunga serie di interrogativi che mettono in luce una condotta incomprensibile da parte della magistratura calabra. «Sembra quasi - spiega l’avvocato Frullano - che la parte avversa sia la procura e non gli indagati». Per riassumere, Sara si sentì male dai nonni a Casignana, la località della Locride di cui è originaria la madre. Il 23 agosto il medico di famiglia la mandò in ospedale ma due medici in turno e una pediatra, con la sola palpazione, conclusero che non aveva nulla e la rimandarono a casa con un antiemetico. Il giorno dopo la piccola, ricoverata in ospedale in anossia cerebrale e rianimata, morì in poche ore: aveva polmonite, miocardite e appendicite. Ma il 23 la bimba, per la pediatra che le diede un antiemetico, «era rosea e vitale». La denuncia dei genitori ha portato sotto inchiesta per omicidio colposo la pediatra e i due medici in turno al pronto soccorso, Maria Teresa Sabatino, Antonio Muscari e Vincenzo Speranza, e il medico di famiglia, Carmelo Celentano, che secondo i Sarti non c’entra. Ma tutta l’inchiesta procede con enormi e plateali carenze - che portano alla presentazione di ben tre esposti al consiglio superiore della magistratura da parte della famiglia, l’ultimo dei quali in questi giorni - fino alla mossa finale della procura, giunta ad aprile 2011 ma di fatto annunciata fin dai primi momenti, cioè dal gennaio del 2010, la richiesta di archiviazione presentata dal procuratore capo, Giuseppe Carbone. A questa si oppongono i genitori di Sara nel maggio dell’anno scorso e a questo punto il codice di procedura penale prevede che, ricevuto l’atto di opposizione alla richiesta di archiviazione, la procura debba trasmettere il fascicolo al gip, che deve provvedere alla fissazione dell’udienza, sfogliando un banale calendario. Cosa che in genere avviene in pochi giorni o, di fronte a uffici oberati, in un paio di mesi. Sarebbe la prima volta che un tale atto, abbia richiesto così tanto tempo, la prima volta non solo nel Paese ma anche a Locri. E quanto ancora bisogna attendere?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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