Italia
Sant’Anna, i progetti che anticipano il nostro futuro
Dai dati personali gestiti dagli utenti alla promozione della salute on line: ecco il frutto degli Innovation Lab
PISA. Creare un ponte tra ricerca, innovazione e industria per migliorare i servizi e la qualità della vita. Questo il minimo comun denominatore dei progetti sviluppati dai ragazzi del Master in management, innovazione e ingegneria dei servizi (Mains) della Scuola superiore Sant'Anna.
Cuore del master sono gli “Innovation Lab”, vere e proprie palestre dell'innovazione dove gli studenti (laureati in genere in economia, ingegneria o giurisprudenza) mettono alle prova le loro competenze lavorando in team al servizio delle aziende. Dai dati personali alla promozione della salute online, dal ruolo attivo del cliente nella progettazione del prodotto alla logistica dei centri urbani, quattro idee per il futuro che uniscono alla potenza dell'immaginazione una rigorosa analisi di fattibilità, rischi e costi. Il primo progetto (“Big Data”) mira alla costituzione di una piattaforma online per migliorare la gestione dei dati personali.
«I dati personali sono una grande fonte di ricchezza, ma l'utente non percepisce alcun ritorno economico dalla loro diffusione», spiega Francesca Mirizio, 27 anni di Arezzo, una delle studentesse che hanno lavorato a Big Data. Grazie alla piattaforma, sarà l'utente a scegliere quando, in quali termini e a chi vendere i propri dati. «Ciò sarà possibile in base alla nuova proposta di regolamento della Commissione Europea, che rafforza il diritto alla privacy online», continua Francesca, studentessa di Giurisprudenza. L'utente sarà invogliato a iscriversi al database grazie al “cruscotto”, una sua pagina personale che elaborerà statisticamente i dati forniti.
Il secondo gruppo di lavoro (“Demand driven open innovation”) si è invece posto il seguente problema: può la richiesta guidare il processo di innovazione? In pratica, può l'utente dire la sua su come vorrebbe il prodotto prima ancora che questo appaia sugli scaffali del negozio? Il modello elaborato dai ragazzi è ancora quello del portale online, che usa i clienti come fonte passiva di informazione ma ne accetta anche il contributo attivo.
All'ambito sanitario è invece dedicato il terzo progetto (“Smart health and wellness”), e precisamente al ruolo della telemedicina nella rabilitazione post-ictus. L'ictus è la prima causa di disabilità in Italia, e colpisce nel 75% dei casi gli over 65. Gli anziani colpiti accetteranno di fare parte della riabilitazione davanti al computer? L'analisi condotta dei ragazzi dice sì. «I benefici sociali di una tale soluzione – spiegano – vanno dalla maggior continuità delle cure alla riduzione dei costi assistenziali».
Ancora un portale online integrato, dedicato questa volta al commercio e ai trasporti, è la proposta dell'ultimo gruppo (“Smart Transportation”). L'idea è di riunire in un unico sito, chiamato “Centro commerciale intorno a te”, le esigenze di fornitori, venditori al dettaglio del centro città e clienti. Le merci arriverebbero dal fornitore al dettagliante tramite auto elettriche, e il cliente finale potrebbe scegliere tra un'ampia gamma di modalità di consegna.
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