Il Tirreno

Pisa

Rischio sismico, scattano le verifiche

di Gianluca Campanella
Rischio sismico, scattano le verifiche

Ecco l’elenco degli edifici pubblici che saranno sottoposti ai controlli da parte del Comune entro il 31 dicembre

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PISA. Parte il piano del Comune per effettuare le verifiche sismiche sui palazzi di sua proprietà. L’assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli ha consegnato ieri un’informativa al sindaco Marco Filippeschi e agli uffici competenti per studiare il piano degli interventi da effettuare entro il 31 dicembre di quest’anno.

Le normative. Entro quella data, infatti, il decreto Milleproroghe impone agli enti pubblici di sottoporre alle verifiche la parte del proprio patrimonio immobiliare definita «strategica e rilevante»: alla prima categoria appartengono tutti gli edifici che ospitano asili nido e scuole materne, elementari e medie; gli altri sono i palazzi con uffici istituzionali e le caserme del Comune. Nella classificazione della Regione Toscana sono 46 gli immobili da controllare in città, di cui 39 sono legati al mondo dell’istruzione.

I controlli di questi giorni. In realtà, in seguito al terremoto della scorsa settimana in Emilia, il Comune ha già effettuato tra martedì e mercoledì i test di agibilità su 43 edifici. Questo è un esame un po’ più veloce, perché si basa in gran parte sull’ispezione visiva, alla ricerca di eventuali crepe e cedimenti. Mentre l’analisi della compatibilità col rischio sismico richiede anche test di carico: un po’ quello che è stato fatto dai vigili del fuoco in Sapienza il 24 maggio, quando l’intervento della squadra chiamata dal rettorato ha decretato che il peso dei 600mila volumi della Biblioteca universitaria poteva mettere a rischio la tenuta del Palazzo.

L’informativa. L’idea di Serfogli è «fare un lavoro completo, una volta che si mette mano agli edifici e visto che queste operazioni costano»: quindi l’informativa preparata consiglia un’indagine completa su rischio sismico e anche sicurezza, con la verifica di tutte le altre normative esistenti (per esempio la scadenza degli estintori). È presto per fare una stima del costo. L’operazione è finalizzata a capire se ci sono vulnerabilità e se servono interventi per risolverle. Dei 43 edifici verificati in questi giorni (solo sul piano dell’agibilità, come detto), solo a Palazzo Gambacorti è stata riscontrata la necessità di due chiusure parziali: l’Ufficio delle carte d’identità elettroniche, dove dovrà essere sostituita una cosiddetta “catena antisismica” (una sorta di cinghia utilizzata spesso negli edifici storici per supportarli in caso di terremoto); e la scala che conduce alla Sala dei matrimoni, dove sarà restaurato il portale in marmo che ha subito dei lievi danneggiamenti.

La lista dei palazzi. Il coordinamento regionale di prevenzione sismica nel febbraio del 2011 ha stilato l’elenco dei 46 edifici rilevanti e/o strategici: 44 sono di proprietà del Comune e 2 della Provincia. A quest’ultima appartengono le palestre scolastiche in via Sancasciani e l’alberghiero “Matteotti” in via Garibaldi ; è noto che la Provincia ha competenza su tutti gli istituti superiori, ma nella lista compaiono sono quei due plessi perché i programmi regionali risultano già attuati sugli altri.

I palazzi rilevanti del Comune, invece, sono: Gambacorti-Mosca, Pretorio, Cevoli, e quello degli ex telefoni di stato (in via dei Facchini); sull’elenco sono presenti anche le Logge dei Banchi e la Circoscrizione 5 in largo Francesco Petrarca. Di caserme da controllare c’è quella dei carabinieri in via Cavour: è prassi che le strutture siano di proprietà comunale e che l’Arma ne abbia l’usufrutto.

Le scuole. Tra i 39 plessi scolastici citati, sono già compresi i due della Provincia. Tra quelli del Comune, c’è da controllare in pratica l’intero patrimonio; ma la buona notizia è che l’elenco riporta anche le date di costruzione e si nota che la più antica scuola di Pisa è la media Fibonacci in via San Francesco, eretta tra il 1890 e il 1936: è l’unica iniziata prima del ventesimo secolo, mentre la media italiana di scuole dell’Ottocento è molto più alta. All’operazione di verifiche, com’è ovvio, sono interessate anche le frazioni: ci sono le elementari Rismondo di San Piero a Grado, Newbery a Marina, Molieri Genovesi a Oratoio e Francesco Baracca a Ospedaletto; le medie Gamerra a Riglione, Niccolò Pisano a Marina e la sua succursale a San Piero.

I dintorni. Sono 104 in tutta la provincia gli edifici da controllare: Calci, San Giuliano e Vecchiano risultano esenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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