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Respinto il ricorso del ministero

Respinto il ricorso del ministero

La pronuncia del Tar consente d’applicare il nuovo statuto

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PISA. Il Tribunale amministrativo regionale per la Toscana ha respinto, con ordinanza del 30 maggio, la richiesta avanzata dal Miur (Ministero dell’istruzione, università e ricerca) di sospendere in via cautelare alcune disposizioni del nuovo statuto dell’Ateneo. La decisione è stata motivata dal fatto che «non appare sussistere il pericolo di un danno grave e irreparabile derivante dall’esecuzione dei provvedimenti impugnati». Il primo round tra Università e Ministero finisce così: non ci sarà la sospensiva, che chiedevano da Roma, per lo statuto dell’ateneo pisano pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 marzo 2012.

La nuova carta fondativa - riscritta per rispettare i dettami della cosiddetta riforma Gelmini, cioè la legge 240/10 - aveva due punti indigesti per il Miur: che il senato accademico definisse una rosa di almeno 8 candidati per la componente docente in cda e di 2 per quella del personale tecnico amministrativo; i consiglieri erano eletti all’interno di queste rose. Inoltre, che esistesse una “commissione paritetica” docenti-studenti all’interno dei corsi di studi, per fare proposte sulle attività formative.

Il diktat romano era la «designazione» dei membri in cda, senza passare per il voto; e l’abolizione della commissione. A febbraio il senato accademico aveva respinto all’unanimità le osservazioni ministeriali: pertanto allo scadere dei sessanta giorni dalla pubblicazione in Gazzetta, il Miur aveva impugnato lo statuto dell’Università.

Senza sospensiva ora si possono applicare tutte le riforme contenute nel testo, la più importante delle quali è la fusione delle strutture didattiche (11 facoltà) e di quelle di ricerca (48 vecchi dipartimenti) in 20 nuovi “maxi dipartimenti”. C’è però ancora da attendere il giudizio di merito, che potrebbe arrivare nel giro di qualche mese.

Il rettore Massimo Augello e il prorettore per gli Affari giuridici, Francesco Dal Canto, hanno commentato con soddisfazione il provvedimento: «L’ordinanza del Tar legittima l’Università, sgombrando il campo dall’incertezza derivante da una possibile sospensione dell’efficacia delle norme». (g.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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