Il dolore
Chi entra in città deve pagare per mantenerla
Il Comune: necessario caricare gli oneri anche sui non residenti. Tra le ipotesi un ulteriore aumento delle tariffe per i bus turistici
Chi viene a Pisa contribuisce sempre più alle spese per la manutenzione urbana. Utilizza e "consuma" territorio, quindi compartecipa ai costi. La prova? Eccola: la sola sosta dei bus turistici nel parcheggio di via Pietrasantina, a due passi dalla Torre, ha fruttato nel 2011 la bellezza di quasi 5 milioni di euro (come da bilancio Pisamo). Dunque, coloro che sbarcano in città alimentano una voce che nel bilancio comunale sta diventando davvero sostanziosa. Il principio secondo il quale non possono essere le tasse dei residenti a mantenere tutta "la città turistica" è stato fatto proprio, con decisione, dalla giunta. "Se a Pisa si tiene in equilibrio il bilancio è perchè si caricano gli oneri anche su coloro che utilizzano la città pur non essendo residenti", dice l'assessore Giovanni Viale (a fianco l'intervento completo).
Turisti e pendolari dei grandi servizi (Università e ospedale su tutti) sono i grandi filoni del contributo che giunge dall' "esterno". Il refrain del sindaco Filippeschi è ormai noto: "Le tasse dei 90mila residenti pisani non corrispondono alle spese necessarie per i 150mila abitanti effettivi tra turisti, studenti e pendolari: in un anno 18 milioni di passeggeri transitano dalla stazione, oltre 4 dall'aeroporto, più di 6 dall'ospedale e da Piazza dei Miracoli". Pisa rivendica in questo modo la sua natura metropolitana, città "fisarmonica" che ogni giorno apre le sue porte ben oltre l'antica cinta muraria.
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