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Barbaricina, riapre il centro socio-culturale

Barbaricina, riapre il centro socio-culturale

L’ex scuola elementare Toti di via Rook ospita ora 8 associazioni. I lavori sono costati 230mila euro

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PISA. Proprio lì, nello stesso luogo in cui era stato fondato otto anni fa. La “nuova” sede del centro socio-culturale di Barbaricina, per tanto tempo “casa” delle associazioni del territorio della circoscrizione 2 (ora Cpt), sarà ancora nell’ex scuola elementare Toti di via Rook: oltre 650 mq, completamente ristrutturati per un investimento di circa 230mila euro, che dotano il quartiere di un’altra struttura per l’associazionismo e l’aggregazione giovanile e non. «E’ un’altra tessera di quel vasto mosaico di interventi finalizzato a dotare di nuovi spazi di socializzazione il Cep e Barbaricina», ha detto il sindaco Marco Filippeschi durante l’inaugurazione ricordando la nuova ludoteca all’interno delle elementari Novelli, la palestra provvisoria della pugilistica Galilei, gli impianti sportivi in fase di realizzazione e la “Cittadella della Solidarietà” della Caritas.

Il principale degli interventi di ristrutturazione ha riguardato il tetto: «In pratica abbiamo dovuto rifarlo ex novo», spiega l’assessore ai lavori pubblici, Andrea Serfogli. Dalla prossima settimana la struttura riaprirà le porte al quartiere: un ampio salone e una palestra a piano terra e tre stanze al primo piano. A gestirli sarà un cartello composto da 8 associazioni: il circolo Arci “Unità” del Cep, il sindacato pensionati Cgil, la compagnia teatrale “La Tartaruga”, l’Auser, l’Anffas, lo Sci club “Cippo15” e Neurocare, l’associazione che si occupa dell’assistenza ai malati neurologici e alle loro famiglie. «In quanto precedenti utilizzatori di questo spazio, abbiamo deciso di concedere loro provvisoriamente la struttura fino a quando non sarà fatto il bando pubblico per l’assegnazione degli spazi - spiega l’assessore alle politiche sociali Maria Paola Ciccone -. Pagheranno all’amministrazione un canone di affitto e si faranno carico della copertura di tutte le utenze». E «saremo ben felici di mettere questi spazi a disposizione di tutte le altre realtà dell’associazionismo del quartiere e cittadino - sottolinea Paolo Bongianni di Neurocare e coordinatore del cartello -: chiederemo solo un contributo». Loro vicini di casa saranno i volontari dell’Ente Nazionale Sordi, che ha dovuto lasciare il chiostro di San Francesco per consentire i lavori Piuss. L’amministrazione comunale ha trovato sistemazione in tre stanze al primo piano del rinato centro socio-culturale di Barbaricina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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