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Patrimonio inestimabile di rarità e capolavori

Patrimonio inestimabile di rarità e capolavori

PISA. Il patrimonio custodito dalla Biblioteca universitaria è immenso: 1.389 manoscritti, 161 incunaboli, 7.022 cinquecentine, oltre 600mila volumi e 4.357 periodici, di cui 1.030 correnti. Il...

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PISA. Il patrimonio custodito dalla Biblioteca universitaria è immenso: 1.389 manoscritti, 161 incunaboli, 7.022 cinquecentine, oltre 600mila volumi e 4.357 periodici, di cui 1.030 correnti. Il valore, soprattutto per i testi più antichi, è inestimabile. La struttura dipende dal ministero della Cultura e ha sede dal 1823 nel palazzo quattrocentesco della Sapienza di cui occupa le ali poste a nord-ovest del piano nobile (dove sono situati i locali destinati all'utenza, le sale di consultazione e gli uffici), e le ali a sud-ovest del secondo piano (adibite a magazzini librari). La Biblioteca fu aperta al pubblico nel 1742 e è stata chiusa mercoledì scorso. Tra i fondi storici, meritano particolare segnalazione il “De divinis institutionibus” di Lattanzio stampato a Roma nel 1468, alcuni bellissimi esemplari di edizioni aldine quali l’Opera omnia di Aristotele del 1495-98, l’Opera omnia del Poliziano del 1498. Tra gli incunaboli illustrati, il famoso “De re militari” di Valturio stampato a Verona nel 1472, il Dante di Niccolò della Magna stampato a Firenze nel 1481 con le incisioni di Baccio Baldini su disegni del Botticelli e il Tito Livio di Giovanni Vercellese stampato a Venezia nel 1493 ornato da 240 eleganti xilografie. La biblioteca possiede anche un’ampia sezione dedicata a testi locali, come per esempio il manoscritto membranaceo “Liber Maiolichinus de gestis pisani populi”, che narra la conquista pisana delle Baleari nel secolo XII. E numerosi atti accademici. I servizi offerti prima della chiusura erano consultazione, fotoriproduzione, prestito, ricerche bibliografiche e visite guidate. A parte la “Sala Riservata”, cui potevano accedere solo i docenti dell’Università e gli utenti che dovevano consultare manoscritti e materiale raro e di pregio, il resto della struttura era aperto a tutti con l’unico vincolo per gli under 14 di essere accompagnati. Fino al 2010 è stata utilizzata anche per mostre bibliografiche, presentazioni di libri e seminari.

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