Il Tirreno

Pisa

Le case al porto possono attendere

di Giovanni Parlato
Le case al porto possono attendere

Nella convenzione, la Boccadarno non ha obblighi o scadenze. Ma se vuole costruire deve comprare i terreni comunali

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PISA. La società Boccadarno Porto di Pisa spa, subentrata alla Borello spa, non ha alcun obbligo a comprare i terreni comunali che sono dietro al porto nell’area dove il piano prevede la costruzione residenziale e commerciale. Tuttavia, se vuole costruire, anche sui suoi terreni, deve prima comprare i terreni comunali in quanto prima delle case deve realizzare le opere di urbanizzazione.

È questa la sostanza della “Convenzione per la realizzazione di un porto turistico alla foce dell’Arno in località Marina di Pisa” firmata il 28 settembre del 2007. La convenzione porta la firma di Angela Nobile, segretario generale del Comune, di Gabriele Berti, dirigente della direzione urbanistica del Comune e di Stefano Bottai che allora rappresentava la Borello spa.

A pagina 21 della convenzione, comma 4 dell’articolo 4 (cessione al Comune delle opere di urbanizzazione e cessioni da parte del Comune) si può leggere che «le aree di proprietà comunale oggetto di cessione onerosa sono meglio individuate e descritte nella perizia di stima per un valore complessivo di euro 3.706.876,93». E al comma 5 si specifica che le aree di proprietà comunale in cui l’intervento viene esteso è su una superficie complessiva di 10.063 metri quadrati di cui «sono messe a disposizione gratuitamente dal Comune mq. 3.442 circa per la realizzazione della nuova viabilità e mq. 6.621 circa il cui valore è già compreso nel complessivo valore di perizia di cui al precedente comma saranno ceduti dal Comune al soggetto attuatore a titolo oneroso».

Il soggetto attuatore è, ora, la Boccadarno e titolo oneroso vuol dire che deve pagare la cifra di 3 milioni e 700mila euro. Ma in tutta la convenzione non è fissato un termine, una scadenza: in pratica la società che sta costruendo il porto potrebbe decidere anche di non costruire case o costruire in tempi migliori. Non ha alcun obbligo, ma se vuole costruire deve prima pagare i terreni comunali. Il motivo ce lo spiega l’architetto Gabriele Berti, uno dei tre firmatari della convenzione. «La costruzione del residenziale e commerciale è quasi tutta su area privata però coinvolge dei terreni comunali, soprattutto per le aree verdi e i parcheggi. C’è un vincolo che non è scritto nella convenzione in quanto è la prassi, la regola, per cui il soggetto attuatore (prima la Borello, ora la Boccadarno, ndr) non può costruire, neanche sui propri terreni privati, se prima non acquista anche i terreni comunali in quanto il piano è unitario. Ma non è obbligata all’acquisizione dei terreni e, quindi, potrebbe non costruire mai».

Ma per quale motivo, la Boccadarno Porto di Pisa spa non è libera di costruire case sui propri terreni, perché deve prima passare attraverso l’acquisto di quei 6.621 mq.? La spiegazione non la troviamo nella convenzione, ma nella burocrazia che si trova dietro questo atto. «Prima di rilasciare il permesso per la costruzione delle case - spiega ancora l’architetto Berti - deve essere rilasciato il permesso per le opere di urbanizzazione e l’abitabilità delle case è subordinata alla realizzazione delle opere di urbanizzazione. Su terreni comunali sono previsti parcheggie verde pubblico che sono funzionali all’area privata».

A pagina 15 della convenzione troviamo scritto che la società Borello spa (ora il riferimento è la Boccadarno, ndr) «... in caso di alienazione parziale o totale delle aree, gli obblighi assunti si trasferiscono anche agli acquirenti». Ciò significa che la Boccadarno potrebbe vendere ad un’altra società i suoi terreni o una parte e chi compra farsi carico in toto dei suoi obblighi. Fra residenziale, commerciale e artigianale, Boccadarno detiene 49.254 mq. che equivalgono a decine di milioni di euro: è questa la cassaforte di Boccadarno spa perché se è vero che le banche tengono i cordoni stretti, la società detiene un patrimonio invidiabile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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