Il Tirreno

Pisa

Il capitano tuttofare vuol continuare a vincere

di Daniele Benvenuti
Il capitano tuttofare vuol continuare a vincere

Scarpellini è stato anche luogotenente, ma non rinuncia a combattere sul ponte È lui l’anima della squadra che ha vinto le ultime due edizioni della sfida

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PISA. Il leone del San Marco è tornato a ruggire. In due anni la squadra bianco gialla ha portato altrettanti punti a Mezzogiorno, contribuendo l’anno scorso ad interrompere il lunghissimo digiuno di vittorie della Parte. Merito ai combattenti, al quartiere che è tornato a stringersi attorno alla sua magistratura, merito senza dubbio al suo capitano Cristiano Scarpellini.

Scarpellini ha sicuramente un primato nel Gioco: aver ricoperto tre ruoli, tutti fondamentali. E’ infatti stato combattente dei Delfini all’epoca delle epiche sfide con il San Michele, luogotenente di Mezzogiorno e infine capitano. E, comunque, non ha ancora appeso la cotta al chiodo, visto che l’anno scorso ha vinto anche come combattente. «Avevo deciso che il 2011 sarebbe stato il mio ultimo Gioco da combattente – ci dice sorridendo - Ma non è detto. Intanto faccio la visita medica anche per il prossimo 30 giugno. Se ci fosse bisogno di un combattente… io ci sono». Ma ovviamente la testa di Scarpellini è tutta concentrata sul suo San Marco. «Dopo i successi nelle ultime edizioni, purtroppo, quest’anno abbiamo lavorato con più difficoltà. Alcuni miei uomini hanno dovuto smettere per problemi di lavoro, costringendoci a rivedere i nostri piani». La squadra di San Marco è stata una delle prime ad avere una nuova palestra per gli allenamenti (nell’area espositiva di Ospedaletto), ma quest’anno ci sono stati piccoli problemi. Ancora il capitano: «Abbiamo perso quasi due mesi di allenamenti a causa del freddo e della mancanza di riscaldamento. Poi grazie alla Nuova Kros siamo riusciti a ripartire. C’è comunque entusiasmo come dimostra la festa che abbiamo fatto nella nostra sede e tanta voglia di fare bene anche quest’anno». Scarpellini ha vissuto il Gioco in tutti i suoi aspetti, è quindi in grado di capire se davvero l’entusiasmo attorno alla manifestazione sta pian piano ricreandosi. «Sicuramente le cose stanno cambiando in meglio. Dopo il 2005, con l’annullamento del Gioco, era difficile pensare ad una ripresa in così poco tempo. Merito al Comune che ha capito di dover essere per forza un interlocutore valido dei tanti appassionati».

Merito anche a Mezzogiorno che dal 2006 ha comunque serrato le fila nonostante le sconfitte. Spiega ancora il capitano del San Marco. «Dopo il disastro del 2005, Mezzogiorno è ripartito da zero. Sono arrivate tante sconfitte, ma la Parte ha saputo rimboccarsi le maniche e ricominciare. Quasi tutte le squadre hanno ritrovato l’entusiasmo del quartiere, della gente, e finalmente l’anno scorso il frutto di tanti sacrifici è arrivato. Una vittoria che premia tutti coloro che ci hanno sempre creduto».

Quindi obiettivo 2012 sarà bissare il successo? «Ovvio. Il mio San Marco ha lavorato tra mille difficoltà – conclude Cristiano Scarpellini – ma sono convinto che sul ponte possiamo dire la nostra anche questa volta». E magari Scarpellini sarà protagonista ancora una volta anche come combattente…

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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