Finanza
I microsistemi in silicio fatti al risparmio
Una nuova tecnica sviluppata all’Università: bastano una scatola di plastica, acqua, acido e elettricità
PISA. Non servono più costosi macchinari e complicati processi di lavorazione ma, grazie a una ricerca condotta all’Università di Pisa, per fabbricare microstrutture e microsistemi in silicio basta un contenitore di plastica, una soluzione di acqua e acido fluoridico e un contatto elettrico per far passare la corrente. L’innovativa tecnologia di microlavorazione è stata sviluppata nei laboratori del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dal gruppo di ricerca guidato da Giuseppe Barillaro e il lavoro è stato recentemente premiato con la copertina della rivista “Advanced Functional Materials” che ha pubblicato anche un articolo con i risultati della ricerca Il silicio è il materiale principale con cui sono realizzati i circuiti elettronici, tanto che la famosa Silicon Valley in California, nota per le sue aziende di elettronica, prende il suo nome da questo elemento. Il silicio è inoltre fondamentale in molti settori dell’industria, da quella biomedicale, dove vengono utilizzati ad esempio microsistemi in silicio per l’amplificazione del Dna, a quella delle automobili, dove sono utilizzati sensori in silicio per il monitoraggio della pressione dei pneumatici o la gestione dell’apertura dell’airbag. «Il principale vantaggio della tecnologia di microlavorazione elettrochimica da noi sviluppata è quello di offrire la possibilità di realizzare in ogni laboratorio microstrutture e microsistemi complessi in silicio utilizzando una cella elettrochimica, molto più semplice e notevolmente meno costosa delle apparecchiature ad oggi utilizzate per microstrutturare il silicio con elevata flessibilità, sia a livello commerciale che in ambito di ricerca - spiega Barillaro -La flessibilità e le potenzialità di microfabbricazione della tecnologia Ecm (Electro chemical micromachining) sono tuttavia comparabili, e per alcuni aspetti superiori, a quelle delle tecnologie attualmente disponibili a livello commerciale e in ambito di ricerca». Barillaro, insieme ai suoi collaboratori Margherita Bassu, Salvatore Surdo, Lucanos M. Strambini, ha recentemente presentato i risultati della ricerca sulla tecnologia Ecm al congresso internazionale di Malaga “Porous Semiconductors. Science and Technology Conference” e la presentazione ha vinto il premio di “Best Talk of the Conference”.
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