Attenzione
Camp Darby, ora si muovono i legali
La Cisl incarica gli avvocati di seguire la vicenda. Sindacalista di Vicenza si unisce alla protesta
PISA. La lettera è su carta intestata del “Department of the Army”. La firma è del direttore del personale del centro di Vicenza, Peter Marchesani. E’ l’atto che comunica ai dipendenti di Camp Darby il bivio al quale non sarebbero mai voluti arrivare: trasferimento in Veneto o licenziamento. Della lettera, qui sotto, pubblichiamo i passaggio principali. Si va dalla «sua posizione è abolita» a «le offriamo in alternativa» un posto di pari grado a Vicenza, fino a «se rifiuta la posizione saremo costretti a risolvere il suo rapporto di lavoro».
I numeri sono quelli già noti: 21 dipendenti licenziati e considerati «non recuperabili», dunque un taglio drastico e decisione fuori da ogni negoziato; 32 quelli ai quali è stato proposto il trasferimento; una decina (le cifre precise non sono confermate) reintegrati a Camp Darby, dopo che in questi mesi, a partire dall’avvio delle procedure, alcuni posti nella base tra Pisa e Livorno si sono liberati. L’opposizione sindacale intanto prosegue senza soste, con una punta di amarezza in più dettata dalle ultime indiscrezioni che stanno circolando: il comando americano a breve dovrebbe incaricare Camp Darby dello svolgimento di alcuni lavori per i quali servirebbe quindi un numero complessivo di lavoratori superiore a quello che si sta prefigurando con la riorganizzazione. «Una contraddizione evidente», si dice dal sindacato.
Vittorio Salsedo, leader provinciale della Fisascat/Cisl, era stato l’ultimo lavoratore a lasciare, l’altroieri, la base americana dopo uno sciopero lungo otto ore. Ed il primo a tornare, ieri mattina, di fronte ai cancelli. Con lui, a distribuire volantini, anche Ronald Carpenter, storico sindacalista Cisl vicentino. Un gesto significativo: dipendenti delle basi Usa di Pisa e Vicenza non divisi, ma uniti. «A Vicenza andremo insieme, per tornare a parlare con il colonnello David Buckingham, di fatto divenuto il comandante anche di Camp Darby, ormai “satellite” della base Dal Molin. E spero che saremo in tanti», dice Salsedo. Che ieri ha parlato al microfono tra il frastuono delle eliche di elicotteri e di motoseghe che stavano tagliando alberi intorno a Camp Darby. «Le istituzioni sono con noi, dovrà pur smuoversi la situazione». A ricevere per prime la lettera del Department sono state due dipendenti regolarmente al lavoro nei precedenti giorni di sciopero. «La mannaia - commenta il sindacato - colpisce tutti indistintamente».
In mattinata, fuori da Camp Darby, sono arrivati anche i segretari generali della Cisl di Pisa, Gianluca Federici, e di Livorno, Giovanni Pardini. Il presidente della Provincia, Andrea Pieroni, è stato in costante contatto telefonico. Nel tardo pomeriggio sono giunti anche i legali della Cisl (studio Cerrai). La battaglia ora si sposta in tribunale.
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