Sicurezza
Avvocata davanti al gup con gravi accuse
Deve rispondere di calunnia, simulazione di reato e distruzione e occultamento di documenti
PISA. Avvocata alla sbarra. Deve comparire a giorni davanti al giudice per le udienze preliminare, Elsa Iadaresta, una nota legale pisana, per rispondere di pesanti accuse: soppressione, distruzione o occultamento di atti veri, simulazione di reato aggravata e calunnia. La legale, colpita in verità da vari procedimenti disciplinari, deve rispondere di tre diverse vicende secondo la ricostruzione dei fatti eseguita dal sostituto procuratore Sisto Restuccia, che ha presentato contro di lei la richiesta di rinvio a giudizio.
Un episodio riguarda la soppressione di un atto relativo ad una separazione che stava seguendo e che lo studio di una collega le aveva inviato, ma che lei sosteneva di non aver mai ricevuto.
Il secondo caso, la simulazione di reato, tratta di una denuncia presentata ai carabinieri di Pisa centrale con cui la professionista sosteneva di aver subito il furto, dalla sua auto, di una ventiquattrore in cui c’erano sia l’atto oggetto del primo caso, sia una raccomandata che in realtà, secondo l’accusa, non avrebbe mai mandato, tanto da contraddistinguere il numero identificativo della missiva con dieci cifre quando questo genere di corrispondenza ne ha dodici. Per gli investigatori la denuncia è falsa.
Il punto tre riguarda la calunnia. L’avvocata infatti avrebbe ricevuto dall’ordine professionale di Pisa due raccomandante con cui le veniva notificato l’ordine a comparire nel 2008 per delle udienze disciplinari in relazione a denunce di clienti. La prima raccomandata, secondo la ricostruzione della procura, era stata direttamente consegnata alla professionista e da lei sottoscritta, la seconda era stata ricevuta da un collega del suo studio che gliel’aveva recapitata.
Ma come si sarebbe difesa la donna? Presentando denuncia querela contro ignoti, ma che di fatto tirava in ballo il povero postino, per sostituzione di persona, furto e falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in certificazione o autorizzazioni amministrative e falsità materiale commessa da privato.
Le ricevute delle raccomandate poi sarebbero state trovare nel suo studio durante una perquisizione disposta dalla procura.
Contro la professionista, fra l’altro, negli anni ci sono state varie querele da parte di clienti che avrebbero messo in discussione ampiamente i suoi modi di procedere. Un episodio clamoroso, avvenuto cinque anni fa, sarebbe finito in un corpo a corpo e a colpi di querele reciproche. Un cliente, che aveva detto di attendere da anni un risarcimento, lamentava di essere stato aggredito e di non avere alcuna prova sull’esistenza della causa, mentre la versione della professionista era stata esattamente l’opposto.(c.v.)
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