La manifestazione
La minaccia per la facoltà è uno stop di due anni
Già trasferiti ai poli Matteucci e Carmignani gli esami fissati e più imminenti Ora si tratta di spostare tutte le attività. E i 600.000 volumi della biblioteca
PISA. Ieri mattina qualcuno fotografava il cortile della Sapienza: «La voglio vedere un’ultima volta prima che la chiudano». Da oggi entrano solo gli autorizzati: amministrativi e professori per i minuti strettamente necessari a ritirare gli effetti personali; mentre il personale del trasloco transiterà per tutto il tempo che serve a spostare i 600mila volumi della biblioteca. Quanto tempo? Almeno 18 mesi, ma c’è chi teme si arrivi anche al doppio. Due anni è una stima attendibile.
La scossa definitiva. Alle 13, l’ennesimo tremore dello sciame sismico che ha flagellato l’Emilia, convince gli ultimi “giapponesi” resistenti ad abbandonare il Palazzo. Il prorettore per l’edilizia, Sandro Paci, si affaccia in aula studio e chiede ai ragazzi di uscire; in contemporanea suona anche la campana di allarme. Da qualche ora si sa che il sindaco Filippeschi ha firmato l’ordinanza con cui si dichiara la Sapienza «non utilizzabile» e tutti sono «in attesa dell’arrivo del foglio che ci obblighi ad allontanarci». Ma intanto gli affezionati non se ne vogliono andare: c’è incredulità, quello che si celebra all’aperto è quasi un addio alla sede storica della facoltà di giurisprudenza.
Programmare il futuro. C’è, soprattutto, il “domandone” che aleggia: «E ora?». L’unità di crisi è al lavoro per spostare le attività di migliaia di persone in altri luoghi. Gli esami previsti la mattina sono già stati organizzati altrove, ai poli Matteucci e Carmignani; un’impiegata chiede dove deve «timbrare il cartellino da domani» (oggi, ndr). Addirittura il comunicato ufficiale di giurisprudenza classifica la chiusura come «una cosa semplicemente sconvolgente, e non solo sul piano psicologico, perché comporterà appunto uno sconvolgimento nella vita della facoltà con prevedibili gravi inconvenienti». La promessa è «collaborazione con gli uffici competenti dell’Amministrazione a prendere tutte le misura necessarie per ridurre al minimo le disfunzioni e i disagi per gli studenti».
L’unità di crisi. Paci ricorda che la task force accademica lavora su più fronti: tutto lo staff del servizio di prevenzione e sicurezza sta impostando il calendario degli interventi per mettere in sicurezza l’edificio, da tempo tenuto sotto controllo e compromesso dal terremoto che da una settimana non dà pace al Nord Italia. Inoltre, ci sarà «un’interfaccia con il consiglio degli studenti», per pianificare insieme la programmazione della didattica in sedi alternative. Infine «il responsabile del servizio biblioteca sarà continuamente consultato» per cercare di disegnare il futuro di quella che si chiama Biblioteca universitaria, ma che è sotto la tutela e la responsabilità diretta del Mibac, Ministero dei Beni culturali.
I contatti con Roma. A tal proposito il coordinamento dell’unità di crisi avviene ai massimi livelli istituzionali: si sapeva già che la prefettura e l’ufficio del sindaco sono stati attori importanti del gabinetto di crisi; e tutti sospettavano che fossero stati interpellati gli uffici ministeriali per non far ricadere tutto il costo dell’operazione sull’Ateneo. Ora il dirigente dell’Università per l’edilizia, Stefano Suin, lo conferma in modo indiretto: «Siamo in contatto con tutti e al Mibac hanno ben presente la nota ufficiale del Rettorato». Che venerdì scorso ha ricordato: il palazzo è dell’Università, ma la biblioteca dipende da Roma.
Il front office. Dario Cannazza, coordinatore a giurisprudenza della lista studentesca “Sinistra per” ricorda che sui siti dei ragazzi «ci siamo impegnati a pubblicare spostamenti di esami e lauree fino al 5 giugno: ora lavoriamo sul resto degli appelli». Per fortuna le lezioni sono finite e c’è tempo per organizzare la ripresa, a settembre. E da stamani la facoltà apre uno sportello in via Curtatone e Montanara, per dare informazioni su tutti le nuove destinazioni delle attività previste in Sapienza. Aperto dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20, è raggiungibile anche a telefono (050 2212864) e aggiornato di continuo su internet: http://www.jus.unipi.it/ è l’indirizzo.
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