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Pisa

E per i commercianti è «una tragedia»

E per i commercianti è «una tragedia»

«Abbiamo aperto due anni fa, adesso possiamo anche chiudere: perderemo il 90% dei clienti»

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PISA. Tra i commercianti di piazza Dante già da lunedì sera circolava la voce della chiusura della Sapienza e cominciavano le preoccupazioni per il futuro delle loro attività. «Tragedia» è la parola più ricorrente dopo l’ufficializzazione della notizia. Sandra Bianchi, titolare del “Bar Macchi” dal febbraio 2010 - «solo due anni fa» - lancia un pronostico amaro: «Qui chiudiamo e mandiamo a casa cinque persone. Il 90% dei nostri clienti è formato da studenti di giurisprudenza. Se vanno via diventa una rovina micidiale». Non è diversa l’aria che si respira accanto, nella legatoria “La spirale”, dove il responsabile Alberto Cangini prova a prenderla con ironia: «Simulo un’espressione felice o parto con tutto il campionario di insulti contro la sfortuna?». Poi, però, passa al realismo: «Perderò tutti i ragazzi; è meglio che vada a fare il cameriere in qualche ristorante». A tanti esercenti fa piacere la “processione” di studenti che per tutta la mattina passa nei vari negozi e chiede conferme, mostra interesse, porta la propria solidarietà: sono nate persino amicizie negli anni. Ma qualcuno mostra una punta di fastidio per l’episodio (confermato da più persone) di un professore che avrebbe pronosticato sferzante: «Ora i diretti interessati faranno un corteo di protesta affinché la Sapienza rimanga aperta». E sembra che si riferisse ai commercianti. Questi replicano che comprendono le esigenze di sicurezza e nessuno antepone il guadagno personale al pericolo di una vita umana. Ma chiedono analoga comprensione per le loro difficoltà. (g.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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