Il Tirreno

Pisa

Disabili, i ticket sui pasti sono volontari

Disabili, i ticket sui pasti sono volontari

Dietrofront del Comune dopo le proteste. Diffida al sindaco e all’Asl del coordinamento caregivers

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Il ticket di 4,5 euro sui pasti dei disabili? «Non è obbligatorio, ma volontario». La precisazione è di Maria Paola Ciccone, assessore comunale al sociale e presidente della Società della Salute. La sua correzione di rotta si è resa necessaria dopo le proteste dei genitori dei disabili ospitati nei centri diurni, che avevano visto prospettarsi l’introduzione di questo costo per la mensa.

A dar sostegno ai genitori si è mosso subito il coordinamento etico nazionale caregivers (ovvero coloro che si occupano di offrire cure ed assistenza ad un'altra persona) che ha inviato una diffida formale al direttore generale dell’Asl e al sindaco per il ritiro di questa richiesta «di far pagare la mensa ai disabili in condizione di gravità che frequentano i centri socio-riabilitativi per effettuare le cure che rientrano nei livelli essenziali di assistenza», scrive il presidente del coordinamento, Gianfranco Mannini, che aggiunge: «L’erogazione del pasto è attività accessoria alle cure sanitarie, al pari di coloro che ricevono il pasto in regime di ricovero ospedaliero».

Inoltre, continua Mannini, «abbiamo chiesto anche al presidente della seconda commissione controllo e garanzia di aprire un procedimento per analizzare il comportamento della Società della Salute, anche alla luce della sentenza 326/210 con la quale la Corte Costituzionale ha ribadito la legittimità della legge che vieta la costituzione dei consorzi, proprio per il contenimento della spesa pubblica».

L’assessore Ciccone per alcuni aspetti insiste: «La compartecipazione economica è una salvezza: non ha mai messo in ginocchio nessuno, anzi è l’unica soluzione per fare andare avanti l’attività alla luce del taglio di 2 milioni di euro dallo Stato rispetto all’anno scorso». Poi precisa: «Ad ogni modo, la nostra è una proposta. I 4,5 euro erano stati proposti al tavolo di concertazione di venerdì scorso. Dopo aver saputo che alcuni genitori non erano d’accordo, abbiamo deciso che il ticket non sia obbligatorio, ma un gesto volontario. Chi vuole paga, a chi non vuole non chiediamo niente. Questa comunque è una fa transitoria: stiamo studiando con i Caf soluzioni che rendano vantaggiosa la compartecipazione, tipo la detraibilità. Cerchiamo la modalità migliore rispetto alla legge».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web